La Nuova Ferrara

Il caso

Alla guida imbottita di farmaci: trentenne salvata dai carabinieri

di Daniele Montanari

	L'intervento provvidenziale dei carabinieri
L'intervento provvidenziale dei carabinieri

Sfiorata una tragedia della disperazione: la ragazza intercettata di notte in tangenziale in un normale controllo. Ricovera in ospedale per un trattamento di disintossicazione

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ODENA. Intercettata ancora in tempo, prima che facesse qualcosa di irreparabile su se stessa. In modo silenzioso e difficilmente percettibile, se ci si fosse fermati al riscontro dell’irregolarità stradale. Invece i carabinieri hanno saputo capire che di fronte avevano soprattutto una donna in crisi. E l’hanno salvata.

I farmaci

Si tratta di una ragazza modenese di 30 anni, italiana e laureata, che prima di sabato sera non aveva manifestato nessun segno evidente di disagio. È arrivata al Pronto soccorso di Baggiovara con nel sangue un’alta concentrazione di farmaci che ha richiesto un trattamento di disintossicazione ancora in atto nella giornata di ieri (26 aprile) in cui è stata trattenuta in osservazione. Il 118 è stato chiamato dai carabinieri durante quello che era iniziato come un ordinario controllo stradale in tangenziale di una macchina che aveva un’andatura irregolare. La pattuglia ha fatto fermare l’auto, e nel parlare con la ragazza si è resa conto subito di trovarsi davanti a una persona talmente lacerata interiormente da stare tentando di farla finita. Nonostante la giovanissima età, e una vita ancora davanti. La ragazza stava cercando un posto in cui farla finita, o forse sperava di perdere il controllo dell’auto di notte, per effetto delle forti quantità di farmaci ingerite.

Un vuoto interiore

Quello che sorprende in questa storia è che si tratta di una trentenne non “etichettata” come fragile, nonostante vivesse da tempo in una condizione di forte frustrazione personale, fisica e professionale, a causa di un infortunio che ha condizionato la sua capacità operativa. In questo periodo ha continuato a vivere, a muoversi, ma dentro di lei si era fatto largo un senso di inutilità, la percezione di essere un peso a casa, la convinzione di non avere più un posto nel mondo. Nonostante la laurea e tutte le competenze acquisite.

L’intuizione dei carabinieri

La guida dell’auto non era solo uno spostamento, ma parte di una progressione pericolosa, inserita in un contesto autolesivo già in atto. I carabinieri l’hanno capito, e anziché chiudere la vicenda con una sanzione hanno chiamato il 118 e guadagnato tempo parlando con la ragazza fino all’arrivo dell’ambulanza, riuscendo a convincerla che aveva bisogno di farsi aiutare in ospedale. E così è avvenuto: ha accettato il trasporto e appena arrivata a Baggiovara è subito iniziato il trattamento salvavita. Un suicidio sventato insomma grazie alla capacità di leggere le persone. Al di là dell’assistenza che potrà essere ora disposta per la ragazza, forse la vera svolta per lei dopo questa serata sarà l’aver toccato con mano che c’è ancora sensibilità nel mondo.

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