La Nuova Ferrara

Economia

In un anno perse mille imprese a Modena: male abbigliamento e ceramica

di Luca Gardinale

	Il report a Modena
Il report a Modena

I dati provinciali della Camera di Commercio: crescono i servizi

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MODENA. Da valutare ci sono diversi fattori, dalle cancellazioni d’ufficio all’andamento dei singoli comparti. I numeri, però, dicono che in un anno la provincia di Modena ha perso mille imprese operative sul territorio. L’analisi è stata diffusa nei giorni scorsi dal Centro studi e statistiche della Camera di Commercio di Modena, che ha elaborato i numeri forniti da Infocamere relativi alla demografia imprenditoriale.

I numeri

E partendo proprio dai dati, se al termine del primo trimestre 2025 le imprese registrate della provincia di Modena erano 69.757, alla fine del primo trimestre 2026 il numero è sceso a 68.745, ovvero 1.012 aziende in meno. Dal punto di vista percentuale, in un anno la nostra provincia ha perso l’1,5% delle proprie imprese; un dato leggermente peggiore di quello regionale, se si considera che in Emilia Romagna, per lo stesso periodo, le aziende sono passate da 432.247 a 427.054, con una perdita dell’1,2% delle aziende, mentre a livello nazionale il calo è pari allo 0,9%. Stringendo la forbice temporale, scopriamo che al 31 dicembre 2025 le imprese in provincia erano 69.411 contro le 68.745 di fine marzo 2026, con un calo di 666 aziende. «Tale fenomeno - spiega il Centro studi della Camera di Commercio nell’analisi - non va interpretato esclusivamente come un segnale di crisi, in quanto è dovuto soprattutto all’attività di revisione del Registro, che cancella d’ufficio le imprese non più attive da tempo».

I settori

Tornando al confronto tra primavera 2025 e 2026, risulta inferiore la diminuzione delle imprese attive (-1,3%), cioè quelle che hanno dichiarato l’effettivo inizio dell’attività economica e, tra le forme giuridiche, solamente le società di capitali risultano in aumento rispetto a marzo 2025 (+2,9%). Registrano una flessione sensibile le “altre forme giuridiche” (-5,5%), seguite dalle imprese individuali (-3,4%) e dalle società di persone (-3,0%).  Ma quali sono i settori più in difficoltà e quelli che invece in qualche modo tengono? Considerando i numeri delle imprese attive, e considerando sempre il confronto tra marzo 2025 e marzo 2026, le aziende del settore manifatturiero mostrano la diminuzione più marcata (-3,3%, passando da 8.100 a 7.832 imprese attive), seguite dalle costruzioni (-2,8%, da 10.727 a 10.432) e dall’agricoltura (-2,5%, da 6.959 a 6.782). Solamente i servizi hanno un andamento pressoché stabile (-0,5%).

Industria manufatturiera

All’interno dell’industria manifatturiera è in aumento il numero delle imprese di “manutenzione e riparazione” (+2%), seguite dalla “stampa e supporti registrati” (+1,5%) e dalla “fabbricazione di carta e relativi prodotti” (+1,4%). Diminuiscono invece le imprese operanti nelle produzioni caratteristiche del territorio come il tessile e abbigliamento (-6,9%, da 1.604 a 1.494 imprese attive), la ceramica (-4,9%, da 328 a 312) e la metalmeccanica (-4%, da 2.982 a 2.863). Mostrano un trend migliore le imprese dei servizi, con al loro interno crescite sensibili come l’istruzione (+8,8%), le attività finanziarie e assicurative (+7,1%) e le attività di supporto alle imprese (+6,1%). Perdono invece imprese il “trasporto e magazzinaggio” (-4,3%), il commercio (-3,5%) e le “attività professionali scientifiche e tecniche” (-2,3%).l