Scuole come forni a Modena, allarme esami: «Troppo caldo, sicurezza a rischio»
Denuncia della Cisl: fino a 40°C e afa in classe: rischi per gli studenti alla prova finale
MODENA. Aule trasformate in forni, studenti e insegnanti stremati, temperature che sfiorano e in alcuni casi superano i 40 gradi. È un quadro allarmante quello che emerge dalle scuole modenesi a pochi giorni dall’avvio degli esami di fine anno, con il rischio concreto che caldo e afa possano compromettere lo svolgimento delle prove.
L’allarme
A lanciare l’allarme è la Cisl Scuola Emilia Centrale, che parla senza mezzi termini di “situazione incredibile e grave”. «Le nostre scuole sono state messe in ginocchio – denuncia il segretario Carmelo Randazzo – non si può parlare di emergenza occasionale: ormai maggio, giugno e settembre sono mesi critici. Serve una strategia vera, i ventilatori non bastano più».
Le preoccupazioni guardano soprattutto alle prossime settimane: dall’8 giugno partiranno gli esami di terza media, il 18 quelli di maturità. Prove delicate che richiedono concentrazione e lucidità, difficili da garantire in condizioni ambientali estreme. «Chiediamo alle istituzioni di verificare se esistano le condizioni minime di sicurezza e vivibilità – insiste Randazzo – e di valutare anche soluzioni straordinarie, come l’utilizzo di spazi climatizzati o un piano coordinato con la Protezione civile». Gli ultimi giorni di lezione hanno già offerto un assaggio di ciò che potrebbe accadere. Il bollettino del 28 maggio racconta di una corsa generalizzata ai ventilatori, spesso acquistati direttamente dalle scuole per tamponare l’emergenza. In almeno dieci comuni – tra cui Modena, Carpi, Sassuolo, Mirandola e Castelfranco – si sono registrati casi di studenti costretti a lasciare le lezioni in anticipo per malesseri legati al caldo.
Aule-forni
Al liceo Da Vinci di Carpi, con 31,8 gradi in aula, quattro ragazzi si sono sentiti male e altri dieci sono tornati a casa. Ma altrove le temperature hanno raggiunto picchi ancora più preoccupanti: 36,4 gradi all’Istituto comprensivo Carpi 1, 34, 5 a Nonantola, quasi 40 a Modena in alcune classi. E ancora: 37 gradi all’istituto Ferrari di Maranello e addirittura 41,2 gradi al primo piano dell’Ic di Bomporto, dove il personale Ata era al lavoro. Condizioni che rendono difficile, se non impossibile, svolgere normali attività didattiche. «In alcune aule non gira mai aria, è infernale già al mattino», racconta una docente. E a pagare il prezzo più alto sono spesso i più piccoli: nelle scuole dell’infanzia e nelle primarie si sono registrati episodi di sonnolenza e piccoli malori, segnali evidenti di un disagio diffuso.
Il problema non riguarda solo gli studenti. Anche il personale scolastico è sotto pressione: segreterie e uffici resteranno operativi per tutta l’estate, alle prese con adempimenti amministrativi, progetti Pnrr, bandi europei e organizzazione del prossimo anno scolastico. Il tutto spesso con organici ridotti e in ambienti non adeguatamente climatizzati.
Cosa dice la legge
«La scuola non è ferma in estate – sottolinea Randazzo – e chi ci lavora lo fa in condizioni sempre più difficili. Non chiediamo privilegi, ma il rispetto delle norme». Norme che, in realtà, esistono già. Il decreto legislativo 81 del 2008 impone infatti di garantire un microclima adeguato nei luoghi di lavoro e studio. I parametri di comfort estivo indicano temperature tra i 24 e i 27 gradi, tenendo conto anche di umidità, ventilazione e affollamento. Valori ben lontani da quelli registrati in questi giorni nelle scuole modenesi. «Quando le condizioni diventano critiche – ricorda il sindacato – è obbligatorio attivare misure di prevenzione. Il caldo non è un semplice disagio, ma un rischio per la salute».
Le previsioni
E il timore è che il peggio debba ancora arrivare. Le previsioni meteo indicano un’estate particolarmente calda, con l’effetto del cosiddetto “super Niño” a intensificare ondate di calore sempre più frequenti e intense. Senza interventi strutturali, il rischio è di ritrovarsi ogni anno nella stessa situazione, con scuole impreparate ad affrontare un cambiamento ormai evidente.
Gli esami rappresentano un banco di prova cruciale. Per migliaia di studenti modenesi non sarà solo una sfida scolastica, ma anche fisica, tra afa, stanchezza e ambienti inadeguati. E il rischio, sempre più concreto, è che il caldo diventi il vero nemico da affrontare.
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