Parco dello sport, mezzo milione per sistemarlo: si cerca l’accordo tra Comune e impresa
L’amministrazione vuole evitare di arrivare al processo con l’impresa
MARANELLO. Quasi 500mila euro per risolvere i problemi del Parco dello Sport. È questa la stima del consulente tecnico nominato dal Tribunale di Modena nell'ambito dell'accertamento tecnico preventivo avviato dal Comune dopo i malfunzionamenti emersi nell'impianto di via Virginia Woolf. Ora l'amministrazione prova a chiudere la partita senza arrivare a una causa ordinaria: con una delibera approvata il 17 luglio la Giunta ha dato il via libera a una soluzione conciliativa, ponendo però condizioni precise alle imprese coinvolte.
I problemi all’impianto
La controversia, lo ricordiamo, nasce dai problemi riscontrati nel nuovo centro sportivo inaugurato negli ultimi anni. Guasti agli impianti, difficoltà nel mantenere le temperature previste e altri difetti costruttivi hanno provocato disservizi, cancellazione di corsi e attività e, durante lo scorso inverno, hanno costretto il gestore ad adottare misure d'emergenza per evitare la chiusura della piscina. Da qui la decisione del Comune di rivolgersi al Tribunale per un accertamento tecnico preventivo, con l'obiettivo di individuare i vizi dell'opera, le responsabilità e gli interventi necessari. Nel corso delle operazioni peritali, il consulente tecnico d'ufficio ha quantificato in 488mila euro, oltre Iva, il costo complessivo degli interventi necessari. La cifra comprende l'adeguamento degli impianti, le opere per eliminare le percolazioni, la sistemazione delle infiltrazioni nei campi da tennis e la sostituzione degli accessori in acciaio inox della piscina. Si tratta di una stima utilizzata come base per tentare una conciliazione tra tutte le parti coinvolte. Ed è proprio su questa ipotesi che ora si concentra la nuova delibera. La Giunta ritiene infatti conveniente definire la controversia in questa fase, evitando un successivo giudizio civile che comporterebbe tempi più lunghi e ulteriori costi legali. Una disponibilità che, però, è subordinata ad alcune condizioni.
Il dialogo tra società e Comune
La principale riguarda l'impresa affidataria dei lavori. Il Comune chiede che sia la società a eseguire direttamente, e a proprie spese, il ripristino delle opere risultate difettose: gli interventi per risolvere le percolazioni, le infiltrazioni ai campi da tennis e la sostituzione degli elementi in acciaio inox dell'impianto natatorio. I lavori dovranno essere realizzati sotto la direzione dei tecnici incaricati dall'amministrazione, indipendentemente dalle stime economiche formulate dal consulente del tribunale. Per quanto riguarda invece gli impianti, il Comune conferma la preferenza per il progetto elaborato dal proprio consulente tecnico, lo studio Zecchini & Associati, ritenuto più adatto perché basato su componenti standard e quindi più semplici da sostituire e manutenere nel tempo. La delibera lascia comunque aperta la possibilità di valutare soluzioni esecutive alternative, purché consentano di raggiungere un accordo. Il procedimento, avviato nel 2025, ha coinvolto progettisti, direttori dei lavori, collaudatori, impresa esecutrice e altri soggetti che hanno preso parte alla realizzazione del Parco dello Sport. Dopo mesi di sopralluoghi, verifiche tecniche e tentativi di mediazione, il Comune ora prova a chiudere la controversia con un accordo, ma solo a determinate condizioni.
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