La Nuova Ferrara

Il caso

Caro affitti, a Modena una mansarda “dei puffi” a 600 euro: «E sarebbe inagibile»

di Manuel Marinelli

	La mansarda in affitto a 600 euro a Modena
La mansarda in affitto a 600 euro a Modena

L’annuncio sui social lo propone come “ampio open space” e registra un boom di richieste. Marzio Govoni (Sunia Cgil): «Si tratta di un sottotetto dove un tempo si mettevano i 45 giri e i cappotti vecchi, questo è un perfetto esempio dell’abusivismo dilagante e incontrollato sul fronte casa»

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MODENA. Nell’annuncio non c’è scritto ma forse sarebbe meglio specificarlo, tipo come si fa se non si vogliono cani o animali. In questo caso, a non essere i benvenuti in una mansarda affittata a 600 euro al mese più spese sono gli “spilungoni”. O meglio, vista l’altezza del soffitto, il divieto andrebbe esteso a chi non arriva al metro e cinquanta probabilmente. Insomma, la si potrebbe definire mansarda “dei puffi”.

La mansarda “dei puffi” (che sarebbe inagibile)

L’immobile in questione è apparso sui social più volte negli scorsi mesi. Il proprietario rimane anonimo, per vederla bisogna scrivergli su Messenger. «Ampio open space» si legge, mentre sull’altezza del soffitto «è abbastanza bassa sul perimetro». Peccato non ci siano finestre se non qualche lucernario e che bisogna quasi inginocchiarsi per spostarsi. Il prezzo è 600 euro, più 50 di spese condominiali. E servono pure tre mesi di anticipo. Nei commenti c’è il boom di richieste. «Quella mansarda è assolutamente inagibile: si tratta di un sottotetto dove un tempo si mettevano i 45 giri e i cappotti vecchi – incalza Marzio Govoni, segretario di Sunia Cgil –. È stato trasformato illegalmente in uno spazio abitativo, ma le sue dimensioni non consentono di considerarlo un'abitazione autonoma. Sarebbe diverso se fosse parte integrante di un altro appartamento».

Cantine, garage e sottotetti trasformati in casa

Il proliferare «di immobili di questo tipo, non abitabili ma liberamente pubblicizzati online, dimostra che esiste un livello di impunità altissimo. Si è finito per legittimare l'idea che tutto questo sia accettabile. Cantine, garage e sottotetti trasformati in abitazioni: basterebbe che la polizia locale desse un’occhiata, anche solo per lanciare un messaggio». Ma il fatto che immobili del genere abbiano comunque un mercato testimoni anche la fame di case che c’è oggi a Modena. Non certo una novità, piuttosto una situazione che sembra ormai diventata strutturale e su cui la politica sta facendo fatica a trovare rimedi. «È difficile quantificare quante case si trovino in queste condizioni, perché online si vedono solo quelle messe in affitto – continua Govoni –. Quello che continuiamo a rilevare con stupore è che nella nostra provincia sembra non interessare a nessuno il fatto che circa il 70% degli immobili affittati con contratti transitori sia in condizioni di irregolarità. Vengono richiesti canoni che non potrebbero essere applicati, perché per legge questi contratti dovrebbero essere stipulati a canone concordato. Eppure si continua tranquillamente a chiedere cifre anche doppie rispetto a quelle consentite. Mi sembra che questo tema sia stato completamente rimosso dal dibattito pubblico. Così si finisce per scoraggiare tante persone dal venire a vivere in questa provincia o le si costringe a cercare casa altrove».

I mesi più caldi per la ricerca di una casa

Questi sono i mesi in cui «la ricerca di abitazioni, camere e appartamenti entra nel vivo, trainata dall'arrivo di centinaia, se non migliaia, di studenti e di personale scolastico. Se Modena continuerà a mantenere le dimensioni attuali ma diventerà sempre più attrattiva, il rischio è quello di un vero e proprio disastro sociale. È giusto pensare di trasformare gli uffici in abitazioni, ma se questa strada non produce risultati bisognerà trovarne altre. Altrimenti dovremo rassegnarci all'idea che, per trovare casa, si debba andare a vivere a 30 o 40 chilometri dalla città» conclude Govoni.

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