Donna scaccia una baby gang che l’aveva presa di mira: in due tornano con un’ascia
Scene da far west nella serata di domenica 26 luglio a Formigine: la vittima è stata minacciata da ragazzi minorenni dopo aver parcheggiato l’auto per comprare le sigarette
FORMIGINE. Lei scaccia la baby gang che la stava importunando. Loro scappano, entrano in una casa, prendono un’ascia e tornano con fare minaccioso. Scene da far west quelle vissute domenica sera (26 luglio) a Formigine, all’incrocio tra via Pascoli e via Fanti.
La donna presa di mira dalla baby gang
Secondo le ricostruzioni dei testimoni, tutto sarebbe iniziato quando una donna ha parcheggiato la propria auto per comprare le sigarette al distributore automatico di via Pascoli. La baby gang – formata da ragazzi minorenni – è entrata in azione non appena lei si è allontanata, prendendo di mira la sua auto. Probabilmente volevano rubare qualcosa che avevano visto al suo interno, o forse volevano solo provocare, dar fastidio. Fatto sta che al suo ritorno la donna si è messa a discutere animatamente coi ragazzi, urlando e allarmando i residenti della zona. La gang – formata da almeno 7 persone secondo i testimoni – si è data alla fuga. Sembrava finita lì. Invece due membri della banda sono tornati in strada poco dopo brandendo un’ascia di 80 centimetri con fare minaccioso: l’avevano rubata in una casa in via Fanti. Nel frattempo i cani hanno iniziato ad abbaiare, le persone ad uscire in strada a vedere cosa fossero quelle urla. «Una bambina è uscita in strada e ha visto tutto, tornando poco dopo dal papà e dicendo che c’erano degli uomini con un’ascia in strada», racconta una testimone. I residenti si sono mobilitati per calmare le acque e hanno chiamato il 112. Poco dopo sul posto è arrivata una gazzella dei carabinieri: i militari hanno trovato subito il giovane in possesso dell’arma e l’hanno portato in caserma, ponendo fine al far west.
L’intervento dell’assessore alla Sicurezza
Quanto successo ha fatto ben presto il giro della comunità, tanto che ieri è intervenuto l’assessore alla Sicurezza integrata Andrea Corradini: «Ciò che è accaduto è un episodio grave, che colpisce la serenità dei nostri cittadini e che semplicemente non deve accadere. Ai carabinieri va il nostro più sentito ringraziamento per il lavoro quotidiano e la presenza costante sul nostro territorio - ha detto - come amministrazione comunale facciamo e continueremo a fare la parte di nostra competenza. La sicurezza è un bene collettivo che richiede risposte immediate e concrete: per questo abbiamo riorganizzato il Comando di polizia locale estendendo i turni di pattugliamento e le dotazioni tecnologiche, abbiamo aumentato il presidio territoriale introducendo gli Street Tutor nelle aree di aggregazione per prevenire i rischi e garantiamo un'attività di vigilanza costante a supporto delle forze dell'ordine». «Su temi così delicati e ormai diffusi a livello generale, il lavoro sul campo dei Comuni e delle forze dell’ordine locali non può bastare da solo. La tutela dell’ordine pubblico e della sicurezza e l'attività di repressione e prevenzione dei reati è in primo luogo una responsabilità specifica e capillare del ministero dell'Interno, delle prefetture e delle questure». «Da parte del livello nazionale servono quindi risposte strutturate, risorse adeguate e un impegno costante a supporto dei territori, perché la sicurezza dei cittadini richiede una regia istituzionale forte e coesa a tutti i livelli. Ma la fermezza e la repressione da sola non basta. Da amministratori, ma prima ancora da adulti di riferimento, episodi del genere impongono una riflessione profonda sul ruolo educativo e sociale della nostra comunità». «Nessuno punta il dito contro le famiglie, che spesso si trovano ad affrontare fragilità complesse e inaspettate – ha aggiunto – Il nostro compito, come istituzioni, scuole, famiglie e reti sociali, è anche quello di non lasciare indietro i ragazzi in difficoltà prima che smarriscano la strada, affiancando al rigore della legge la presenza costante di una comunità sana che sa educare, prevenire e guidare» .
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