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La storia

Carrozzeria Meschiari, 60 anni di impresa: dal garage del nonno alla nipote Martina


	Maurizio Meschiari e la figlia Martina
Maurizio Meschiari e la figlia Martina

Padre e figlia rilevano l’attività di famiglia: «Ora nonno Giorgio può ritirarsi dal lavoro sereno»

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MODENA. Sessant'anni di storia, tre generazioni della stessa famiglia e una passione che continua a rinnovarsi senza perdere le proprie radici. La Carrozzeria Meschiari di Concordia rappresenta un esempio di come un'impresa artigiana possa attraversare il tempo, crescere e innovarsi mantenendo intatti i valori della tradizione.

Cambio generazionale

Oggi, con l'ingresso della giovane Martina Meschiari, il testimone passa alla terza generazione, aprendo un nuovo capitolo fatto di competenze, qualità e uno sguardo sempre rivolto al futuro. Era il 1963 quando i fratelli Dario, Roberto e Giorgio Meschiari, a Concordia, nel garage dove il nonno vendeva bombole del gas e… galline, iniziavano a riparare le prime autovetture ed era il 1965, due anni dopo, quando questa attività diventò professionale, ciò quando nacque la Carrozzeria Meschiari. Oggi, sessantuno anni dopo, la carrozzeria è ancora lì, sempre a Concordia, in via per Mirandola, nella sede inaugurata nel 1984, dove a condurre l’azienda c’è la terza generazione della famiglia Meschiari.

La storia

Famiglia, perché davvero questa carrozzeria è una cosa di famiglia. «Tutti noi, io e i miei due cugini – racconta Maurizio Meschiari – terminata la scuola finivamo qui. È quello che feci anche io, appena diciottenne, nel 1983. Da allora sono sempre rimasto in azienda, anche a costo di molti sacrifici personali: agli inizi, quando facevo il batti-lamiera, mi chiudevo in bagno a piangere. Poi, lo scorso 16 marzo, dopo quindici anni durante i quali ogni dodici mesi sentivo dire a mio padre questo è l’ultimo anno, io e mia figlia abbiamo rilevato la carrozzeria». Decisivo è stato l’ingresso in azienda di Martina, 33 anni, figlia di Maurizio. È stato il suo ingresso, peraltro, a convincere definitivamente nonno Giorgio ad appendere martello e cacciavite al chiodo.

Le parole di Martina

«Probabilmente, se non ci fossi stata io, nonno Giorgio non avrebbe mai abbandonato l’azienda. E pensare che qui, in fondo, ci sono finita per… necessità – racconta Martina – la mia vera passione era fare la parrucchiera, ma purtroppo mi sono accorta ben presto di essere allergica ai prodotti che si utilizzavano nei saloni. Così ho cominciato a dare una mano in carrozzeria, prima in amministrazione, ora anche in produzione passando per il controllo qualità, e sono molto contenta di averlo fatto. Del resto, a pensarci bene adesso in qualche modo faccio l’acconciatrice di autovetture».

Dentro la carrozzeria

Una carrozzeria – tredici dipendenti, attrezzature all’avanguardia - quella della famiglia Meschiari, che non è del tutto normale. «Nel senso – racconta ancora Martina – che solo il 50% della nostra attività è legata alla riparazione delle auto da strada. Siamo specializzati nella verniciatura, lavoriamo per l’intera filiera dell’aftermarket automobilistico e anche per i biomedicali. Un’altra nostra vocazione è quella per le auto d’epoca: quella del restauro, infatti, è un’altra delle nostre specializzazioni».

La particolarità

Molte auto da riparare arrivano anche dall’estero, ad esempio dal Belgio e addirittura dalla Turchia. Tra queste, la più originale una vettura del 1936 utilizzata da Mussolini. «Un mercato alimentato dal passaparola – rivela papà Maurizio – i proprietari di queste auto classiche si ritrovano nei raduni e, quando una macchina è particolarmente bella, scatta la corsa ad informarsi su chi l’ha restaurata e spesso noi siamo tra questi. Di questo ne siamo orgogliosi anche perché il nostro intento è arrivare il più vicino possibile alla perfezione su ogni tipo di vettura». Peraltro, questa è un’attività che ha anche una funzione di marketing territoriale, visto che i proprietari delle auto d’epoca spesso vengono sul territorio a vedere come si lavora, fermandosi qualche giorno e conoscendo così tutte le peculiarità della nostra provincia. Particolarmente importante è il ruolo delle donne nell’azienda, perché, se apparentemente il lavoro di carrozzaio è un mestiere pesante, in realtà il ruolo femminile è indispensabile. «Le donne – racconta sempre Maurizio – sono molto precise, meticolose, insomma, indispensabili per certe lavorazioni».

Il legame con Cna

Indispensabile lo è stata anche l’associazione Cna. «Siamo associati da sempre, vale a dire dal 1965 e non abbiamo mai avuto modo di lamentarci - sottolinea Maurizio- Cna ci ha supportato anche nel passaggio generazionale ed ci ha offerto un supporto consulenziale molto importante». «Già, perché elaborare un progetto che piacesse a nonno Giorgio non è stato facile«, fanno sapere dall’associazione. «Credo proprio – dice sorridendo, e con legittimo orgoglio, Maurizio – che alla fine papà si sia fidato più di Martina che di me».

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