Il parco avventura ai laghi Curiel di Campogalliano: «È una risposta al degrado»
L’amministratore unico Giorgio Maccis racconta come è nata l’iniziativa: «C’è voluto più tempo a pulire l’area che ad allestire i percorsi»
CAMPOGALLIANO. Mettersi in gioco con Le Linfe per dare una nuova vita all’area attorno ai laghi Curiel. È lo spirito che ha condotto Giorgio Maccis ad aprire il parco avventura dopo anni di assenza nella zona. L’area era stata man mano dismessa e la sfida più grande per Maccis e la sua squadra è diventata rimetterla a nuovo.
Il racconto dell’amministratore
«Per mettere a posto la parte sospesa sono servite due settimane – spiega Maccis, amministratore unico della società che controlla il parco – mentre per sistemare a terra a sono serviti mesi». Riavvolgiamo però il nastro e partiamo dall’inizio. Maccis è un istruttore di tiro con l’arco che da circa quindici anni lavora nel mondo dei parchi avventura. S’è trasferito dalla Lombardia a Carpi, trovando l’occasione giusta a Campogalliano. «C’era un’area chiusa da anni, direi fosse il 2020 – sottolinea – Mi sono attivato per prenderla in gestione». Dall’idea alla realizzazione può essere difficile, anzi... un’avventura. «Non è come aprire un bar – spiega Maccis – e negli uffici spesso si assiste a uno scaricabarile da uno sportello all’altro. Da anni il parco avventura rientra nella normativa dello spettacolo viaggiante: dobbiamo rispettare le stesse norme di un parco divertimento, ma con una commissione di mezzo. I tempi diventano biblici: per sapere dove arriva un confine del parco ho aspettato ben sette mesi».
La collaborazione con l’amministrazione
Un ringraziamento va al sindaco Daniela Tebasti. «La nuova giunta è favorevole al progetto – osserva l’amministratore unico – e ci ha accolti a braccia aperte. Così abbiamo potuto procedere con la realizzazione grazie a un costruttore certificato e al collaudo esterno». Ogni giorno le porte in via Albone 14 sono aperte dalle 10 alle 19, domenica inclusa. «Il nuovo parco avventura è in un’area sottratta al degrado – riconosce Maccis – dove abbiamo tolto pezzi di auto e riqualificato la zona. Più punti luce si mettono, più le ombre vanno via». Nel frattempo, i lavori procedevano e non c’era ancora il nome. «È arrivato molto dopo – ammette – davanti a un bicchiere di vino qualche mese fa. Abbiamo pensato che la linfa è un elemento presente negli alberi come nelle persone. Strizza l’occhio e dà un’identità nostra. Così abbiamo scelto Le Linfe».
L’investimento
Maccis ha trovato sostegno da cittadini di Campogalliano, che si sono proposti di aiutare in prima persona o prestando strumenti da lavoro. Duecentomila gli euro investiti per il progetto. Nel parco lavorano persone di Campogalliano e Rubiera, «tutte formate come soccorritori». I quattro percorsi hanno un sistema a linea vita continua per evitare di sganciarsi per errore. Nel weekend è possibile divertirsi anche nel tiro con l’arco. L’altezza minima per prendere parte ai percorsi è di 120 centimetri. «Stiamo collaborando con realtà quali Lake Festival e Uisp – conclude – In futuro pensiamo anche a un’area baby».
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