La Nuova Ferrara

Il vademecum

Zecche, i consigli dell’Ausl: prevenzione, rischi, e cosa fare in caso di morso

Zecche, i consigli dell’Ausl: prevenzione, rischi, e cosa fare in caso di morso

Evitare l’erba alta e se si va nel bosco meglio usare il repellente e vestiti lunghi. Per rimuoverla utilizzare le pinze apposite e non applicare sostanze chimiche. Il vademecum

3 MINUTI DI LETTURA





MODENA. Non solo boschi e zone di montagna: durante l’estate le zecche possono trovarsi anche in pianura, compresi parchi, prati e aree verdi cittadine dove sono presenti condizioni favorevoli alla loro presenza, come erba alta, zone ombreggiate e ambienti caldi e umidi. Per questo, soprattutto nei mesi in cui si trascorre più tempo all’aperto, è importante adottare alcune semplici precauzioni suggerite da Ausl per ridurre il rischio di puntura e sapere come intervenire nel caso in cui una zecca si attacchi alla pelle.

La malattia di Lyme

La zecca parassita l’ospite infilando il rostro nella pelle e succhiandone il sangue. Il morso può trasmettere patologie anche importanti, tra cui la malattia di Lyme e la meningoencefalite da zecca, conosciuta come TBE, estremamente rara in Emilia-Romagna e tipica soprattutto delle Alpi orientali. La malattia di Lyme è causata da un batterio chiamato Borrelia e può manifestarsi in diverse fasi. Inizialmente, anche a distanza di una settimana o più dal morso, può comparire un eritema circolare non doloroso attorno al punto di inoculo. L’arrossamento tende ad allargarsi o talvolta a migrare, mantenendo il caratteristico aspetto ad anello. Successivamente l’infezione può interessare muscoli e articolazioni, provocando dolori e gonfiori. Nei casi più avanzati possono essere coinvolti anche organi interni come il cuore e il sistema nervoso, con febbre e cefalea. Se non viene correttamente curata, la malattia può diventare cronica. Nel 2025, in provincia di Modena, secondo i dati forniti dal Dipartimento di Sanità Pubblica dell’Azienda Usl, sono stati registrati cinque casi di malattia di Lyme. Nel primo semestre di quest’anno i casi riscontrati sono stati due. Nessuna delle persone colpite ha avuto bisogno di ricovero e non si sono verificati casi gravi.

La prevenzione

Per evitare le punture, la principale forma di protezione resta la prevenzione personale. Quando ci si reca in boschi, parchi e aree naturali, il Servizio Veterinario dell’Azienda Usl di Modena consiglia innanzitutto, quando possibile, di evitare l’erba alta e di rimanere sui sentieri segnati, oltre a non sedersi direttamente sul prato. È inoltre importante mantenere sfalciati i cortili delle abitazioni private e delle scuole, soprattutto nelle aree maggiormente frequentate. Anche l’abbigliamento può fare la differenza: negli ambienti considerati a rischio è consigliabile indossare maglia e pantaloni lunghi, calzini alti e possibilmente bianchi, così da rendere più facilmente visibili eventuali parassiti, e scarpe chiuse. Può essere inoltre utile applicare sulla pelle prodotti repellenti, purché specifici contro le zecche. Al rientro è bene lavare i vestiti a una temperatura superiore ai 30 gradi e, soprattutto, effettuare un controllo accurato del corpo, dalla testa ai piedi, per verificare l’eventuale presenza di zecche, che possono assomigliare a piccoli nei.

Cosa fare in caso di morso di una zecca

Se si scopre di avere una o più zecche attaccate alla pelle, è importante rimuoverle il prima possibile, preferibilmente nella stessa giornata. Per farlo è necessario utilizzare le apposite pinze, acquistabili anche in farmacia, afferrando la zecca all’attaccatura con la pelle e procedendo con delicatezza. È importante non utilizzare sostanze chimiche come alcol, oli, creme o spray, che possono favorire la fuoriuscita di materiale potenzialmente infetto. Una volta rimossa, la pelle va disinfettata. Se il rostro della zecca dovesse rimanere nella cute, non è invece necessario allarmarsi: è sufficiente estrarlo con l’aiuto di una pinzetta o di un ago disinfettato. L’individuazione e la rimozione tempestiva sono importanti perché la zecca, dopo diverse ore dall’attacco, può iniziare a iniettare saliva potenzialmente infetta.

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli La Nuova Ferrara per le tue notizie su Google