Folle fuga del 21enne in viale Italia: «Mi dispiace anche per i feriti»
Incensurato, nato a Carpi ma residente a Piumazzo, ieri in tribunale con il padre. Disposto l’obbligo di firma quotidiano. L’avvocato: «Si è reso conto del suo errore»
MODENA. «All’inizio non mi sono reso conto che mi stessero seguendo. Poi ho sentito la sirena e ho capito».
Davanti al giudice
E ancora: «Ho avuto paura, per questo sono scappato: quando mi sono reso conto della gravità della situazione se avessi avuto modo di fermarmi lo avrei fatto». Così ieri in tribunale il 21enne – nato a Carpi e residente a Piumazzo di Castelfranco – che mercoledì per sfuggire alla polizia ha creato il caos provocando un incidente in viale Italia, ha cercato di motivare il perché delle sue azioni davanti al giudice. Assistito dall’avvocato Giacomo Sanlej il ragazzo, incensurato, è stato sottoposto a direttissima. Ad accompagnarlo, dietro la porta dell’aula, il padre. «Una fuga vera e propria, un pericolo», ha detto il pm, sottolineando come con la folle corsa abbia messo in pericolo non solo se stesso ma anche gli altri, a partire dalla fidanzata che era in auto insieme a lui in quel momento. Una circostanza che, per il pm, avrebbe necessitato la misura degli arresti domiciliari. Il giudice, alla fine, ha disposto l’obbligo di presentazione alla polizia tutti i giorni, oltre all’obbligo di dimora a Castelfranco.
La folle corsa
Tutto è cominciato, lo ricordiamo, mercoledì pomeriggio: i poliziotti erano impegnati in un servizio in borghese quando hanno notato la Mercedes fare una serie di manovre azzardate. Si sono affiancati all’auto ma il ragazzo avrebbe assunto un atteggiamento di sfida e quando loro hanno alzato la paletta intimandogli di fermarsi, lui ha premuto sull’acceleratore. I poliziotti hanno così azionato la sirena, inducendo le altre auto sulla carreggiata ad accostare per far passare la pattuglia. Il primo semaforo rosso bruciato è andato a segno: su viale Italia, la Mercedes è riuscita a tagliare via Emilia Ovest senza ripercussioni, schivando le altre macchine in transito. Al secondo incrocio, però, è avvenuto lo schianto: due auto, una Renault e una Porsche, non sono riuscite a evitare l’impatto con la Mercedes. Sul posto diverse ambulanze e un’automedica. Il personale sanitario ha disposto il trasporto in ospedale per quattro feriti: al pronto soccorso del Policlinico una donna di 73 anni con traumi lievi da cintura e suo nipote di 13 anni, anche lui con traumi lievi. Il 21enne responsabile dello schianto ha rifiutato le cure mediche, mentre la ragazza che era seduta accanto a lui è stata tenuta in osservazione breve intensiva all’ospedale di Baggiovara per poi essere dimessa, così come una 52enne a bordo di una delle due auto coinvolte. Il 21enne, che è stato arrestato e portato in questura, è stato sottoposto a test ed è risultato negativo sia ad alcol che a droga. Ieri in aula si è scusato, ribadendo di avere avuto paura, forse di avere anche ripercussioni sulla patente.
«Ha perso la testa»
«Si è reso conto di quello che è successo – così il suo avvocato al termine dell’udienza – è molto scosso. Ha chiesto scusa per quelli che sono gli effetti della sua condotta, non solo nei confronti della polizia, ma anche nei confronti dei terzi che sono rimasti coinvolti nell'incidente che l'ha visto protagonista. Affronterà il processo con la serenità di essersi reso conto dell’errore che ha commesso». Sulle motivazioni: «Ha detto che ha perso la testa, quindi non si sa spiegare nemmeno lui precisamente il motivo per il quale ha avuto tale comportamento. Si è dato alla fuga e nel momento in cui si è reso conto che stava facendo una cosa sbagliata, era troppo tardi perché è avvenuto il sinistro. È un ragazzo incensurato. Non è stato trovato in possesso di nessun tipo di sostanza, nessun tipo di illecito addosso e nemmeno nell'autovettura. Quindi non vi era assolutamente nessun motivo per fuggire, anche lui non si sa dare una spiegazione».
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