Cyberattacchi in forte crescita, a Modena è boom di denunce: + 68%
Soltanto il 16% delle piccole medie imprese è davvero pronto alle minacce digitali
MODENA. La sicurezza informatica non è più una questione riservata alle grandi aziende. Per le piccole e medie imprese rappresenta ormai una componente essenziale della continuità operativa e della tutela dei dati. A confermarlo sono i numeri elaborati da Confartigianato, che evidenziano come in Emilia-Romagna i reati informatici denunciati siano aumentati del 53% nell'arco di cinque anni, dal 2019 al 2024.
Il focus su Modena
A preoccupare particolarmente è la situazione modenese. Con 3.459 denunce registrate nell'ultimo anno disponibile, Modena risulta infatti la provincia dell'Emilia-Romagna che ha fatto segnare la crescita più marcata dei cyber reati nel periodo considerato: un incremento del 68%, ben superiore alla media regionale. Numeri che raccontano di una minaccia sempre più concreta per il tessuto economico locale, in particolare per le piccole e medie imprese, che spesso dispongono di risorse limitate per affrontare rischi informatici sempre più sofisticati. «Secondo il Cyber Index PMI 2025, realizzato con il contributo scientifico degli Osservatori Digital Innovation del Politecnico di Milano, soltanto il 16% delle PMI italiane raggiunge un livello di maturità adeguato nella gestione della sicurezza informatica», spiega Sabrina Poli, responsabile IT di B.More.
Nelle aziende
Un dato che evidenzia come molte aziende siano ancora vulnerabili e poco preparate di fronte a tentativi di intrusione, furti di dati, ransomware e altre minacce che possono compromettere attività produttive, rapporti commerciali e continuità aziendale. Proprio per questo B.More, società specializzata nella consulenza e nei servizi alle imprese, ha deciso di rafforzare la partnership strategica con NODE, realtà attiva nel settore cloud e cybersecurity. L'obiettivo è rendere più accessibili alle piccole imprese strumenti, competenze e soluzioni per la protezione digitale. «Il dato di Modena dimostra quanto la minaccia cyber sia diventata reale e quotidiana - sottolinea Poli -. Per questo lavoriamo con le imprese non solo per prevenire le vulnerabilità, ma anche per prepararle a gestire eventuali attacchi, limitandone gli effetti e ripristinando rapidamente l'operatività». In questo scenario si inserisce anche il Voucher Cloud & Cybersecurity promosso dal Ministero delle Imprese e del Made in Italy con il supporto di Invitalia. La misura mette a disposizione complessivamente 150 milioni di euro per sostenere gli investimenti di PMI e lavoratori autonomi in tecnologie e servizi dedicati alla sicurezza informatica. Il contributo copre il 50% delle spese ammissibili, con finanziamenti che vanno da un minimo di 4mila a un massimo di 20mila euro per ogni azienda beneficiaria.
Il sostegno pubblico
Secondo gli operatori del settore, il sostegno pubblico nasce dalla consapevolezza che la cybersicurezza non riguarda soltanto la singola impresa. La protezione dei dati e dei sistemi informatici contribuisce infatti alla tenuta delle filiere produttive, alla sicurezza delle relazioni economiche e alla competitività complessiva del territorio. «Investire in cybersecurity significa proteggere non solo la propria azienda ma l'intero ecosistema economico in cui opera - conclude Poli -. Le risorse pubbliche possono rappresentare un'opportunità concreta per trasformare la sicurezza informatica da costo percepito a vero investimento strategico sulla continuità aziendale».
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