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Transizione ecologica: i miti da sfatare sulle rinnovabili e le opportunità per il territorio e la collettività
Natura e progresso viaggiano sullo stesso binario per dare un nuovo respiro al nostro pianeta, grazie allo sviluppo delle energie rinnovabili
Accelerare la transizione energetica verso la sicurezza climatica è la priorità sempre più condivisa da paesi e aziende, in linea con l’obiettivo delle zero emissioni da raggiungere entro il 2050. Secondo i dati dell’ultimo report dell’International Renewable Energy Agency (IRENA), nel 2019 le rinnovabili hanno coperto da sole i tre quarti della nuova capacità energetica globale. L’energia green oggi contribuisce per oltre un terzo alla produzione complessiva mondiale di elettricità. In particolare, l’Italia e l’Europa hanno lanciato obiettivi sfidanti per raggiungere la neutralità climatica, con una roadmap che mette al centro la crescita delle rinnovabili. In questo contesto, Enel Green Power sta contribuendo con un alto grado di innovazione al percorso di Transizione energetica del nostro Paese. Il piano industriale 2021-2023 prevede, infatti, 1,5 GW di nuova capacità, principalmente di tecnologia fotovoltaica ed eolica.
La strategia di sviluppo di Enel Green Power (EGP) è supportata dalla costante integrazione della sostenibilità nelle attività di sviluppo: dall’analisi preliminare dello specifico territorio alla scelta del sito che ospiterà l’impianto, nel rispetto del contesto socio-ambientale e paesaggistico. L’obiettivo finale di EGP è creare energia rinnovabile e sostenibile attraverso il continuo dialogo con le parti interessate. Anche perché investire in nuove energie rinnovabili significa creare valore grazie a impatti positivi diretti e indotti, non ultimo lo sviluppo dell’occupazione locale per la costruzione e gestione degli impianti. Opportunità che riguarda anche i proprietari di terreni e sviluppatori (società o professionisti qualificati) interessati a realizzare accordi di sviluppo. E dare così vita a nuovi progetti rinnovabili, in particolare nel campo eolico e solare. Proprio per rafforzare il legame con il territorio, la società del Gruppo Enel che si occupa dello sviluppo e della gestione delle attività di generazione di energia da fonti rinnovabili, ha lanciato il progetto SCELTA RINNOVABILE. L’iniziativa di EGP consente la partecipazione attiva dei cittadini all’investimento per la realizzazione di nuovi impianti rinnovabili in Italia. Attraverso una raccolta fondi online di crowdfunding si potrà supportare la transizione energetica, coinvolgendo direttamente i territori che ospitano gli impianti. Il progetto è già stato implementato con successo per i primi impianti fotovoltaici di Poggio Renatico in Emilia-Romagna.
La crescita delle rinnovabili è un elemento centrale per la vivibilità dei territori. Tuttavia, nel nostro Paese lo sviluppo delle rinnovabili incontra ancora ostacoli e resistenze da superare. Da una parte, per esempio, ci sono i timori legati a una percezione errata dell’impatto che i nuovi impianti potrebbero avere sul territorio. I dati dimostrano, invece, che non esiste un reale conflitto tra la crescita delle rinnovabili e il consumo del suolo: oggi il 3% del territorio nazionale è occupato da strade; oltre il 2% da edifici e l’1% da piazzali e parcheggi. Sono strutture e infrastrutture che utilizziamo quotidianamente. Secondo studi e proiezioni che considerano diversi scenari di sviluppo al 2030 - da quello previsto dall’attuale Piano Nazionale Energia e Clima (PNIEC) fino a quelli più attesi sulla base del Piano Nazionale Ripresa e Resilienza (PNRR) – le rinnovabili potrebbero, invece, occupare in prospettiva uno spazio tra lo 0,5% e l’1% di suolo del territorio nazionale.
Un contributo essenziale potrebbe arrivare dai terreni agricoli marginali e non utilizzati. Ed anche da quegli spazi già occupati a cui si potrebbero aggiungere soluzioni innovative come, appunto, l’agrivoltaico (che integra colture agricole compatibili con gli impianti solari). Si verrebbero così a creare nuovi posti di lavoro tutelando, allo stesso tempo, le tradizioni locali. Inoltre, l’evolversi della tecnologia eolica ha permesso lo sviluppo di aerogeneratori più performanti e con potenze unitarie maggiori rispetto al passato. Questo permette così una riduzione nel numero totale di macchine da installare a parità di sito e uno sfruttamento più efficiente del territorio. A frenare lo sviluppo delle rinnovabili nel nostro Paese è anche la presenza di iter autorizzativi lenti e complessi per la realizzazione degli impianti. Si tratta di un “collo di bottiglia” che rischia di allontanare il raggiungimento degli obiettivi della transizione energetica. E di frenare la crescita economica, spingendo gli operatori a rinunciare ai propri investimenti.
Come già accennato, l’Unione Europea ha fissato come data-obiettivo il 2050 per il raggiungimento della ‘neutralità climatica’. Obiettivo che sarà difficile raggiungere a meno di un cambiamento incisivo nelle procedure amministrative. E nel tasso effettivo di autorizzazioni rilasciate. Bisogna infatti considerare che la finestra al 2030 è molto corta e che oggi, in Italia, per il rilascio delle autorizzazioni degli impianti di larga scala occorrono in media 1,5 anni per il fotovoltaico e 5 anni per l’eolico.
È necessaria quindi una rapida semplificazione, anche sul modello di quanto sta avvenendo in altri paesi europei. Una presa di coscienza collettiva sull’importanza della transizione energetica potrà portare ad un’Italia più sostenibile e a nuove opportunità per i territori.
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