La Nuova Ferrara

Sicurezza stradale

Serramazzoni, già sette vittime nel tratto killer della Giardini: «Servono controlli»

di Daniele Montanari
Serramazzoni, già sette vittime nel tratto killer della Giardini: «Servono controlli»

Andrea Tagliazucchi è solo l’ultimo di una lunga serie di motociclisti morti. In vent’anni una scia di sangue tra Montagnana e Stella, tanti anche i feriti

18 marzo 2024
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SERRAMAZZONI. Andrea Tagliazucchi è il settimo motociclista morto nel giro di vent’anni sulla via Giardini a Serra nel tratto tra Montagnana e Stella. Senza contare tutti gli altri incidenti con feriti, alcuni molto gravi.

È drammatico il bilancio sulla Sp 3, in un tratto critico di poco più di un chilometro, e rilancia con forza la questione sicurezza all’avvio della bella stagione, su una strada prediletta dai motociclisti ma in cui, da San Venanzio in su, non ci sono più autovelox.

Meno di un anno fa, il 23 aprile 2023, perdeva la vita a Montagnana Giuseppe Ledda, 49enne serramazzonese, sposato e padre di due figli, che si scontrò con un furgoncino.

Il 1° maggio 2017 poco più su, alle porte di Stella (all’altezza del bivio con via Poggio Valle), la caduta e l’impatto fatale a terra in cui morì sul colpo Paolo Guazzi, noto dentista modenese di 53 anni.

Il 15 settembre 2007, di nuovo tra Montardone e Stella, il 52enne Claudio Roberto Ambrosi sbandò finendo contro un guardrail, morendo sul colpo davanti ai suoi amici.

E ancora: il 1° novembre 2006, ancora a Stella, l’impatto terribile contro un’auto che non lasciò scampo a Domenico Lamendola, 33enne di origini siciliane che aveva trovato lavoro come autista dell’Atcm.

Il 22 ottobre 2005 a perdere la vita fu il 30enne carpigiano Marco Goldoni, finendo con la sua moto contro un guardrail di nuovo nel tratto di Montagnana.

Il 31 maggio 2003 la moto del 51enne Romano Zini, di Montale, finì contro una macchina a Montagnana. Morì dopo sei giorni di agonia al Policlinico.

In mezzo a queste morti, una lunghissima scia di feriti. I residenti di Stella, dopo la tragedia costata la vita a Tagliazucchi, si interrogano più che mai sulla sicurezza della strada, tra rabbia e rassegnazione. «È il settimo morto in questo tratto – ha osservato sabato un gruppo di persone osservando i rilievi del sinistro – al di là di quali possano essere state le case specifiche di questo incidente, il dato di fatto è che sulla Giardini da anni di controlli stradali praticamente non se ne fanno. E i motociclisti lo sanno. Si vede gente sfrecciare a velocità pazzesche, e fare delle impennate anche in pieno centro a Stella. È un pericolo non solo per loro, ma anche per noi. E anche per gli automobilisti che si trovano a passare. Bisogna che facciano qualcosa: dossi non se ne possono mettere su una strada provinciale, ma se cominciano ad arrivare delle multe, forse i comportamenti alla guida cambiano».

«Anche due settimane fa qui ci fu un incidente, ma per fortuna non grave – osserva Mauro Atti del bar ristorante di Stella – e gli incidenti ci sono anche sulle altre strade. Il fatto è che a volte ci vuole fortuna. Di certo ci vuole manutenzione delle strade, per renderle più sicure. Non credo che il motociclista morto sabato andasse forte, mi hanno detto che era appena partito da qui. Forse è stata colpa delle gomme ancora fredde, o delle crepe che presenta l’asfalto lì».