La Nuova Ferrara

La tragedia

Castelfranco, gli amici del 25enne morto contro un camion: «Mattia era un ragazzo d’oro, quella moto coronava un sogno»

Daniele Montanari
Castelfranco, gli amici del 25enne morto contro un camion: «Mattia era un ragazzo d’oro, quella moto coronava un sogno»

Chi conosceva Preti è sotto choc: «Un giovane che aveva tanta voglia di fare»

05 aprile 2024
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CASTELFRANCO. «Un pezzo di pane, un ragazzo d’oro che aveva tanta voglia di fare e di vivere, dopo aver incontrato non poche difficoltà nel suo cammino. Non riusciamo a credere che sia finita così». Sono sotto choc gli amici di Mattia Preti, il 25enne di Modena morto mercoledì pomeriggio in sella alla sua moto in un terribile incidente a Castelfranco.

L’INCIDENTE
È successo verso le 16.30: il ragazzo stava percorrendo la tangenziale con la sua Kawasaki (comprata solo da un paio di mesi) in direzione Bologna, quando all’altezza dello svincolo per San Cesario si è scontrato frontalmente con un camion per il trasporto terra che andava verso Modena. Un urto terrificante: il 25enne è stato sbalzato dalla sella finendo sotto il camion. Immediati i soccorsi, ma da subito è stato chiaro che per il ragazzo non c’era più nulla da fare: è morto praticamente sul colpo. Sul posto la polizia locale di Castelfranco, che è rimasta fino a notte per i complessi rilievi. Intervenuti anche i vigili del fuoco: la salma, recuperata dalle onoranze Zucchelli, è stata trasferita a Modena in Medicina legale per gli accertamenti del caso. Illeso il conducente del camion, che è stato sentito a lungo dagli agenti sulla dinamica dell’incidente, insieme agli occupanti di un’auto che ha tamponato il mezzo pesante.

LA MOTO ACQUISTATA A GENNAIO
Mattia aveva acquistato la moto a gennaio. Avendo trovato una stabilità lavorativa a Modena, dove viveva con i nonni, aveva investito alcuni dei suoi risparmi coronando un sogno. Era innamorato della sua moto e del mondo delle moto. Lo testimonia una coppia di amici di Soliera del gruppo motociclistico Lowlanders, rimasti senza parole per l’accaduto.

IL CORDOGLIO DEGLI AMICI
«Ci siamo conosciuti a Mutina Boica – raccontano Gianluca Medici e la compagna Marilena – Mattia ci ha visto passare con il gilet del gruppo e ci ha chiesto informazioni su quello che facevamo. Allora non aveva ancora la patente per la moto, ma era affascinato dal nostro mondo. Sarebbe sicuramente entrato nel gruppo in questi mesi, appena presa confidenza con la moto che finalmente era riuscito ad acquistare. Da quell’incontro è nata un’amicizia: ci vedevamo ogni tanto e si parlava di molte cose. Abbiamo capito che Mattia era veramente un bravo ragazzo: ha affrontato difficoltà molto grandi nel suo percorso di crescita (ha perso il padre quando era piccolo, ndr) ma adesso finalmente aveva trovato un po’ di stabilità e serenità, grazie anche al legame con una ragazza del Bolognese che condivideva la sua passione per i cavalli. Lei sarà sotto choc per l’accaduto, ma lo siamo anche noi. Quando abbiamo saputo che a Castelfranco era morto un motociclista di 25 anni abbiamo avuto un brivido: è sempre uno strazio quando muore qualcuno in moto. Ma quando abbiamo visto il suo nome, non ci credevamo: non poteva essere lui. E invece era tutto vero. Non la merita nessuno una fine così, ma ancor più un ragazzo di soli 25 anni. Speriamo solo che non abbia sofferto, e che non abbia avuto nemmeno il tempo per accorgersene. Non si torna indietro, purtroppo: l’unica consolazione è pensare che Mattia è morto facendo qualcosa che lo rendeva felice, in sella alla sua moto».