Chikungunya, più richieste di repellenti ai farmacisti: «Ecco i nostri consigli»
Marina Colli (Federfarma): «La farmacia può avere sicuramente un ruolo chiave. Diamo informazioni corrette ai cittadini per evitare allarmismi e far capire esattamente qual è il fenomeno e quali sono i comportamenti da seguire»
CARPI. Dopo l’annuncio dei primi casi del virus Chikungunya a Carpi, cresce l’attenzione dei cittadini verso questa malattia virale trasmessa dalla puntura della zanzara tigre. Febbre, dolori articolari anche intensi e manifestazioni cutanee come arrossamenti o pruriti sono i principali sintomi che spingono molte persone a rivolgersi alle farmacie come primo punto d’ascolto.
I consigli dei farmacisti
In queste situazioni svolgono un ruolo fondamentale: rappresentano il riferimento immediato per i cittadini, dove trovare chiarimenti, consigli pratici e rassicurazioni affidabili. Lo conferma Marina Colli, titolare della farmacia Santa Caterina di Carpi e vicepresidente di Federfarma Modena: «La farmacia può avere sicuramente un ruolo chiave. Diamo informazioni corrette ai cittadini per evitare allarmismi e far capire esattamente qual è il fenomeno e quali sono i comportamenti da seguire. Lavoriamo a fianco dell’Ausl e delle istituzioni pubbliche per fornire un supporto immediato alla popolazione».
Il monitoraggio
In questi giorni l’Ausl ha avviato un piano di monitoraggio: le persone che dalla fine di luglio hanno presentato sintomi sospetti possono recarsi al centro prelievi di Carpi, fino al 30 agosto, per consegnare un campione di urine in libero accesso. «I sintomi da tenere sotto controllo – spiega Colli – sono la febbre, i dolori articolari, talvolta intensi, e manifestazioni cutanee come arrossamenti, pruriti o bolle. Nella maggior parte dei casi il quadro si risolve spontaneamente in un paio di settimane, ma per chi ha patologie pregresse o un sistema immunitario compromesso il rischio è maggiore». È importante, aggiunge, che i test vengano effettuati solo da chi presenta sintomi compatibili o ha viaggiato recentemente in zone endemiche: America centrale e meridionale, Africa, Oceania, sud-est asiatico. Un chiarimento che la farmacista sottolinea con forza riguarda le modalità di trasmissione: «Il virus non si passa da persona a persona. Si contrae solo attraverso la puntura della zanzara tigre. È quindi fondamentale proteggersi ed evitare le punture, sia in casa con le zanzariere e i repellenti, sia all’aperto con abiti lunghi e chiari».
Cosa utilizzare in casa e nelle aree verdi
La richiesta di repellenti e dispositivi anti-zanzara è aumentata in farmacia. Ai cittadini Colli consiglia comportamenti semplici ma efficaci: «Usare i prodotti giusti, anche con attenzione particolare ai bambini che richiedono prodotti specifici in base all’età. Eliminare i ristagni d’acqua, nei sottovasi, nei giochi in giardino, nelle pozzanghere o nei terrazzi: lì vanno usati i larvicidi, compresse che durano circa due settimane. È un gesto alla portata di tutti che aiuta a interrompere la riproduzione delle zanzare». Se compaiono sintomi sospetti, la raccomandazione resta chiara: niente fai-da-te. «Non esistono farmaci antivirali specifici per la Chikungunya – ricorda Colli –. La terapia è solo sintomatica e deve essere prescritta dal medico di medicina generale. Il compito della farmacia è informare, indirizzare verso i canali ufficiali e supportare i cittadini nelle azioni di prevenzione». In conclusione, Colli lancia un invito alla responsabilità condivisa: «La collaborazione tra cittadini, medici e farmacisti è la chiave per contenere la situazione. Informarsi bene, proteggersi dalle punture e seguire le indicazioni delle autorità significa contribuire tutti insieme a ridurre il rischio e a mantenere la serenità nella comunità».
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