La Nuova Ferrara

Violenza e criminalità

Tredicenne seguito e aggredito da tre ragazzi a Modena in viale Storchi

di Gabriele Farina
Tredicenne seguito e aggredito da tre ragazzi a Modena in viale Storchi

Era in bici e tornava dalla scuola: è stato preso a schiaffi. Il padre: «Denuncio»

3 MINUTI DI LETTURA





MODENA. Seguito e aggredito in bici all’uscita della scuola. Un tredicenne se l’è vista brutta lunedì scorso al suono dell’ultima campanella. Frequenta un istituto di Modena e ha iniziato da poco a usare la bicicletta per gli spostamenti da casa a scuola.
La paura
L’aggressione è avvenuta intorno alle 2.35 di lunedì scorso. «Era fermo al semaforo di viale Storchi quando ha sentito parlare ad alta voce in arabo – ha ripercorso il padre – Mio figlio è stato avvicinato da un giovane, seguito subito da altri due. Erano di poco più grandi di lui».
Lo scambio verbale tra i quattro è apparso surreale al giovane, colto alla sprovvista dai tre sopraggiunti. «Uno gli ha detto: “Mi hai insultato?” – la ricostruzione del padre – Mio figlio gli ha detto di no. Non lo ha insultato, non lo conosce nemmeno. “No, no: mi hai proprio insultato”, ha proseguito il giovane». A quel punto, è scattata l’aggressione. «Mio figlio ha ricevuto due schiaffoni dietro la testa – ha spiegato il padre – e il giovane gli anche domandato: “Mi vuoi menare?”. Per fortuna, mio figlio non ha reagito».

Tutto si è svolto nell’arco di pochi secondi. Il tempo è stato percepito in modo intenso dal tredicenne, che era stato messo in guardia dal padre ancor prima di andare a scuola con la bici.
La fuga
«Mio figlio ha preso e se n’è andato via – ha descritto il genitore – Non aveva idea su chi fossero i tre. A un certo punto, s’è guardato indietro e ha visto che uno di tre ha preso un bastone».
Il tredicenne ha pedalato veloce ed è tornato a casa, dove ha descritto la scena al padre che è rimasto stupito sia dall’aggressione sia dal sangue freddo dimostrato dal figlio.
«Bisogna consigliare ai figli di non reagire – ha proseguito il padre – se non sei con le spalle al muro allora te ne vai. Mio figlio ha giocato per otto anni a rugby ed è molto sereno. Ha dormito e non è turbato. Gli ho insegnato a vivere la realtà e sa che un episodio così può succedere».
Oggi andrà oggi dai carabinieri per sporgere denuncia. «È importante farlo – ha motivato – alla illegalità si risponde con la legalità».
Il padre semmai è rimasto scosso da un dettaglio. «C’erano tre ragazzi che parlavano ad altissima voce – ha aggiunto – e che si sono avvicinati a un ragazzo più giovane. C’erano tanti adulti e si sono girati dall’altra parte per paura di immischiarsi».
E ha citato un caso opposto.
«Una donna al semaforo del Corni è stata avvicinata da un diciassettenne che ha fatto finta di essere investito – ha concluso – È intervenuto un altro automobilista e lo ha esortato ad alzarsi. In caso contrario, avrebbe chiamato i carabinieri».