La Nuova Ferrara

Il caso

L’ascensore in stazione è guasto: «Mio padre in sedia a rotelle costretto a prendere il taxi da Castelfranco a Bologna»

di Francesca Chilò

	La stazione di Castelfranco Emilia
La stazione di Castelfranco Emilia

L’episodio segnalato al Comune che ha coinvolto Trenitalia. Il racconto di Nancy Costanzo, figlia dell’uomo: «Una persona disabile alla fine è costretta a trovare altre alternative che non sono né le più comode né le più economiche»

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CASTELFRANCO. «Dovevo prendere il treno da Bologna per andare a Villa San Giovanni. Non avevo nessuno che mi potesse accompagnare a Bologna e quindi ho pensato di prendere il treno a Castelfranco, come avevo già fatto in passato, solo che questa volta c’è stato un problema: l’ascensore non era in funzione». Ha esordito così Nancy Costanzo, che necessitava di usufruire del servizio dovendo affrontare il viaggio con suo padre, in sedia a rotelle.

Cosa è successo

L’episodio risale allo scorso 21 dicembre e la rabbia rimane cocente a distanza di giorni. «Ho contattato la Sala Blu Nazionale e poi quella di Bologna, ma hanno detto che non mi potevano aiutare – ha proseguito Costanzo – Ho chiesto anche di far arrivare il treno al binario uno, visto che una volta è capitato, ma mi hanno detto che non sarebbe stato possibile». Il tema è stato posto all’attenzione del Comune. L’amministrazione comunale ha fatto sapere di aver da tempo posto sotto attenzione il problema, nonostante la questione sia di competenza di Trenitalia. «Ho contattato via email anche il Comune di Castelfranco per sapere se avessero un’alternativa – ha osservato ancora Costanzo – Mi hanno risposto molto gentilmente che non potevano fare niente, ma sanno di questa situazione e hanno già fatto denuncia alle autorità».

Il viaggio

Il viaggio fino a Bologna è stato possibile solo prendendo un taxi che fosse grande abbastanza da ospitare sia le valige sia la carrozzina, ma la stessa difficoltà si pone per il percorso di ritorno. «Una persona disabile alla fine è costretta a trovare altre alternative che non sono né le più comode né le più economiche – ha detto Costanzo in una miscela di sentimenti tra rabbia, dolore e rammarico – È vergognoso che non si possa accedere a un servizio pubblico».

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