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I 90 anni dell’Olimpia Milano: una leggenda nata a... Modena

di Fabrizio Morandi

	Il presidente Adolfo Bogoncelli presidente accanto il “pupillo” Cesare Rubini
Il presidente Adolfo Bogoncelli presidente accanto il “pupillo” Cesare Rubini

La storia di Adolfo Bogoncelli: dalla nostra Università alle “scarpette rosse”

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MODENA. Si sono festeggiati domenica 11 gennaio i 90 anni dell’Olimpia Milano, la gloriosa formazione milanese plurititolata, la più vincente d’Italia con i suoi 31 scudetti, frutto per l’appunto di una lunga storia. Ma la storia affascinante delle scarpette rosse, ha un intrigante legame con la nostra città e con il suo fondatore, Adolfo Bogoncelli, che si intreccia con altre storie d’Italia e dello sport di quell’epoca.

Tutto parte in via Monte Kosica

Bogoncelli nasce a Treviso nel 1915 e si trasferisce a Milano nel 1934. Nel capoluogo lombardo conosce la squadra del Dopolavoro Borletti (che vincerà quattro scudetti consecutivi dal 1936 al 1939), ed in particolare si reca a seguirne le sfide contro la squadra giuliana della Ginnastica Triestina, nella quale militano alcuni suoi amici. Completati gli studi liceali, Bogoncelli, si trasferisce a Modena, per conseguire la laurea in Chimica e Farmacia anche se poi cambierà idea dirottando su Economia.

Bogoncelli non poteva giocare per via dei postumi di una grave malattia infantile che lo faceva zoppicare, ma era sempre in palestra, con i suoi compagni di studi e di vita goliardica, assieme gli amici che formavano la squadra. All'epoca i campi di basket sono prevalentemente all'aperto e il primo di cui si ha notizia a Modena è situato presso la sede della Fratellanza che all’epoca si trovava all’angolo fra l’attuale Via Fontanelli e via Monte Kosica.

A Modena Bogoncelli conosce “il conte” Alberto Rognoni (che all’epoca non si fa ancora chiamare “il Conte”) uno studente romagnolo che diventerà famoso qualche anno più tardi come primo presidente del natìo Cesena Calcio. Fu il Conte Rognoni (come riporta il prezioso volume “La Storia del Basket Carpigiano”) assieme ad un gruppo di studenti carpigiani a fare appassionare ancora di più Bogoncelli alla “palla al cesto”.

A Modena, presso l'Università, Bogoncelli allestisce alcune formazioni che iniziano a piazzarsi molto bene ai campionati studenteschi regionali e nazionali di quel complesso periodo storico, in particolare questo avviene col GUF Modena (i Gruppi Universitari Fascisti) che arriverà anche a giocare in Serie B nel 1940-41.

Il GUF Modena contiene i semi che faranno germogliare la pallacanestro modenese nella nostra provincia, in quella squadra militano: Livio Travers, Poldo Sant’Unione, Gustavo Bernabei, Cappello, Bolver Lugli, Maurizio Favini ed Eriberto Braglia.

Quest’ultimo negli anni successivi fu lo storico portiere del Modena Calcio che fu promosso in Serie A nel 1937-38 e poi diventò portiere del Napoli Calcio fra il 1938 ed il 1940 in Serie A in cui contribuì ad un eccellente campionato chiuso al 5° posto.

Il ritorno a Milano e la nascita dell’Olimpia

Bogoncelli grazie a queste amicizie e alle frequentazioni modenesi di quel periodo, fa germogliare l’idea di creare una formazione di basket a Milano. Quando terminò il periodo universitario modenese, Bogoncelli tornò a Milano fondando la Triestina Milano, una squadra sovvenzionata dal partito d’Azione per promuovere, diffondere la “triestinità” ai tempi in cui la città giuliana rischiava di essere strappata dall’Italia. Bogoncelli convinse un po’ di triestini a giocare per lui, tra questi il leggendario Cesare Rubini (vero cognome Rubcich) che vanta il record di essere stato olimpionico (e medagliato) della nazionale di pallanuoto italiana e olimpionico della nazionale di basket.

Ma in breve i soldi del partito d’Azione cessarono di arrivare e Bogoncelli per permettere al proprio club di sopravvivere, si trasferì a Como per giocare il campionato di Serie B. Un anno dopo il Dopolavoro Borletti sceso in serie B non versava in condizioni ottimali e Bogoncelli ne ispirò la fusione con la sua società. Inizialmente la chiamavano tutti Borolimpia, poi diventò davvero solo Olimpia. Il colpo di genio fu attribuirgli come anno di nascita il 1936 così da farlo coincidere con il primo scudetto. Un segno del destino. Da lì fino ad oggi si dipana la storia della società più vincente d’Italia.

Bogoncelli come presidente detiene alcuni primati che potremmo definire imbattibili, fra i quali fu presidente di una società allenata per ben 32 anni consecutivi dallo stesso allenatore: Cesare Rubini. Ingaggiò uno dei primi stranieri del basket italiano (il greco Mimis Stefanidis nel 1955) e portò in Italia alcune leggende della Nbacome l’americano Bill Bradley, che successivamente ebbe anche una carriera politica di successo.

Le scarpette rosse

Fu precursore della moderna pallacanestro, Milano fu la prima squadra in Italia a passare dalle maglie di “cotonina” con cui si giocava all’epoca a quelle in tessuto sgargiante e lanciò la moda delle scarpe alte colorate alimentando il mito delle “scarpette rosse”. Infine fu fra i primi ad introdurre la sponsorizzazione sportiva e il marchio Simmenthal (ad esempio) è un marchio che è rimasto legato per lustri nell’immagine collettiva proprio alla formazione meneghina. Nel 1980 cedette la società al gruppo Gabetti che si presentò col colpo Meneghin strappato agli arcirivali di Varese. Bogoncelli ci ha lasciato nel 1989 a causa di una malattia incurabile. Dal 2009 fa parte della Hall of Fame del basket italiano ed è quantomeno affascinante come la vicenda di uno dei monumenti del basket italiano abbia trovato a Modena l’ispirazione per una storia leggendaria.

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