La Nuova Ferrara

Animali

Topi e casi di cannibalismo nell’allevamento di maiali in provincia di Ferrara

Daniele Oppo
Topi e casi di cannibalismo nell’allevamento di maiali in provincia di Ferrara

Greenpeace punta i riflettori sull’azienda agricola di Bondeno, fornitore del gruppo Veronesi, detentore di importanti e conosciuti marchi come Aia, Negroni e Wudy

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Ferrara Topi, anche morti, animali in stato di sofferenza con ernie, occhi rossi, segni di stress. Perfino casi di cannibalismo. Un report di Greenpeace punta i riflettori sulle condizioni di salute dei maiali dell’azienda agricola Cascone, probabilmente il più grosso allevamento di suini in provincia, con sede a Bondeno, fornitore del gruppo Veronesi, detentore di importanti e conosciuti marchi come Aia, Negroni e Wudy, a sua volta oggetto di recente di attenzioni da parte del gruppo ambientalista.

La relazione

Il report, che La Nuova ha potuto vedere in anteprima, ha preso origine da segnalazioni anonime del periodo agosto-settembre 2025, approfondite da un team di esperti dell’associazione ambientalista. Tra il materiale sono presenti dei video e delle foto, realizzati sia dall’alto con l’ausilio di un drone, sia dall’interno dell’allevamento. Nelle prossime ore Greenpeace dovrebbe depositare anche un esposto all’autorità giudiziaria. Si evidenzia la presenza di una «infestazione di ratti all’interno di tutta la struttura, anche nei box in cui vivono gli animali allevati. Ciò comporta il pericolo di infezioni e zoonosi, sia per le persone che lavorano nel sito sia per i maiali. I roditori infatti vengono continuamente a contatto con gli animali e anche con le mangiatoie, che sono spesso sporche. Le feci e le urine dei roditori si uniscono al cibo somministrato ai maiali e contribuiscono ad aumentare la carica batterica complessiva dell’ambiente». Come detto, sono state notate anche carcasse di roditori e viene segnalata anche la pericolosa presenza di rodenticida posizionato in maniera non idonea a impedire il rischio di ingestione da parte dei suini. Altra criticità segnalata è la presenza di ferite alle orecchie, di ernie ombelicali «probabilmente non curate in modo tempestivo» e rossore alla pelle e agli occhi «che di norma corrisponde a un’infiammazione, probabilmente aggravata dal contatto continuo con feci, urina e sporcizia». I video mostrano maiali che mordono altri maiali: secondo il report è un comportamento dovuto alle condizioni di stress degli animali: «Episodi come questi sono i primi segnali di una tendenza al cannibalismo».

Cannibalismo

Ancora, si parla di «gravi lacerazioni alle code, che sono state perlopiù tagliate. Queste ferite non sembrano trattate o monitorate in alcun modo, e gli animali non risultano separati in una zona d’infermeria dedicata. La caudectomia - ossia il taglio della coda, che spesso viene praticato senza anestesia - dovrebbe rappresentare una misura eccezionale per evitare gli episodi di morsicatura tra i suinetti». Infine viene documentata la presenza di carcasse abbandonate all’interno di tre capannoni. «La maggior parte di queste carcasse sono state lasciate nel corridoio di passaggio, mentre una si trova in stato di decomposizione avanzato ancora all’interno di un box. Altri suini, stando alle immagini ricevute, hanno già iniziato a divorare il corpo di quest’ultimo maiale mangiando le interiora e generando un possibile episodio di contaminazione. I maiali che hanno divorato le carni della carcassa entreranno nel circuito della filiera alimentare e dunque finiranno sulle nostre tavole – rileva Greenpeace –. Ciò senza che siano note le cause della morte dell’animale cannibalizzato». La Nuova Ferrara ha provato senza successo a contattare l’azienda Cascone per un’eventuale replica. 

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