La Nuova Ferrara

Il trasloco

Mercato all’Acquedotto, ambulanti contrari: «Non riusciremmo a coprire le spese»

Andrea Mainardi
Mercato all’Acquedotto, ambulanti contrari: «Non riusciremmo a coprire le spese»

A Ferrara il mercato del lunedì si appresta a traslocare in zona Acquedotto. Favorevoli invece i cittadini del Comitato Zona Stadio e gli esercenti

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Ferrara Il momento di tirare le fila per quanto riguarda lo spostamento del mercato storico di piazza Travaglio in zona Acquedotto si fa sempre più vicino. Lunedì saranno assegnati i posteggi agli esercenti ambulanti mentre ieri (16 gennaio) è andato in scena l’incontro pubblico sul tema tenuto dall’assessora Angela Travagli accompagnata dai tecnici comunali. Tra il pubblico alcuni cittadini del quartiere ed anche una mezza dozzina di ambulanti.

Le motivazioni

L’assessora ha innanzitutto spiegato il perché di questa scelta da parte del Comune: «Si tratta di un’esigenza dovuta ai lavori di riqualificazione che interesseranno piazza Travaglio, la zona dei Baluardi, l’area ex Amga, piazza Gobetti ed anche via Donatori di sangue. Queste concomitanze mettono in difficoltà la viabilità ed il commercio su area pubblica. Non sarà possibile far convivere i 120 stalli del mercato con i cantieri per questioni di spazi e sicurezza». Questo spostamento definito “sperimentale” partirà dal 9 febbraio.

«Servivano accessibilità e sicurezza – prosegue Travagli – e la zona dell’Acquedotto e via Vittorio Veneto, estendendosi anche a via Cassoli e corso Piave, è stata quella che abbiamo reputato ideale. L’area è molto popolata e con alcune attività commerciali che produrranno una sinergia virtuosa con il mercato. Inoltre la zona è rientra nei cosiddetti “hub” da valorizzare. Verranno mantenuti i posteggi per le persone disabili e non sarà intaccato il deflusso delle scuole vicine. Siamo consapevoli di chiedere un sacrificio agli ambulanti, non è facile venire incontro alle esigenze di tutti».

Chi dice sì

Chi vede di buon occhio questa novità sono i residenti riuniti nel Comitato Zona Stadio rappresentati da Massimo Morini: «Aldilà degli aspetti tecnici, trovo che questa sia una novità positiva. Abbiamo sempre cavalcato l’aspetto della riqualificazione per il quartiere. I cittadini hanno sempre avuto ben presente le sue potenzialità ed il mercato potrà fare da traino».

Alcuni abitanti durante l’incontro hanno sollevato qualche obiezione per quanto riguarda la viabilità della zona e l’occupazione dei passi carrai, ricevendo rassicurazioni dai rappresentanti comunali. Felice anche Sofia Pocaterra, che assieme alla madre gestisce il bar “Le chat noir” di piazza XXIV Maggio: «Da tempo speriamo che qualche iniziativa faccia rivere la piazza dell’Acquedotto e questa è una bella opportunità per abitanti ed esercenti».

Chi dice no

Il rovescio della medaglia è rappresentato dagli esercenti ambulanti. Per ora solo una decina hanno confermato l’adesione alla sperimentazione nonostante l’abbattimento del 50% per il canone del posteggio. In caso di assenza inoltre le licenze saranno solo “congelate” e non revocate. Gli imprenditori chiedevano una collocazione che replicasse quella del venerdì da corso Porta Reno a corso Martiri della Libertà. Secondo l’assessora Travagli però per questione di spazi e di cantieri diffusi tra Cattedrale e Castello non sarebbe stato possibile. «Siamo gli ultimi baluardi del commercio ambulante – spiegano i commercianti – e questo spostamento non è certo migliorativo. Ci saranno anche problemi tecnici per la disposizione dei banchi ed il nostro lavoro rischia di venire disperso. Tra un anno poi cosa accadrà?».

«Il nostro non è un capriccio, semplicemente non riusciremmo a coprire le spese. Se il mercato più antico della provincia dovesse scomparire sarà poi il Comune a dover dare spiegazioni». La giornata campale sarà quindi lunedì dove si farà il punto sugli esercenti che si sposteranno concretamente all’Acquedotto, anche per stabilire poi accorpamenti di posteggi e tutte le chiusure alla viabilità. Difficile però far tutti felici: da un lato la spinta portata da cantieri, riqualificazioni ed hub e dall’altra imprenditori che cercano di salvaguardare la propria attività. 

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