La Nuova Ferrara

I disagi

Portomaggiore, l’incubo dei pendolari: «Siamo sempre in ritardo»

Annarita Bova
Portomaggiore, l’incubo dei pendolari: «Siamo sempre in ritardo»

Lo stop a Budrio dei treni e (ancora) niente sconti sugli abbonamenti. «Servono i tornelli. Aspettiamo ore perché c’è gente che viaggia senza biglietto»

3 MINUTI DI LETTURA





Portomaggiore Non c’è pace per i pendolari della tratta ferroviaria Portomaggiore-Bologna. Dal primo febbraio, quando ci sarà lo stop alla stazione di Budrio, viaggiare sarà molto più difficile e ai disagi di tipo tecnico si sommano ogni giorno anche quelli legati a continui imprevisti. Gli studenti arrivano tardi ai corsi e chi lavora negli uffici deve giustificare ore di assenza. Cantieri a parte, anomalie sulla linea e soprattutto persone poco corrette o maleducate competano il quadro che assume tinte sempre più nere.

Cantieri Dal primo febbraio e per un anno i treni che partiranno da Portomaggiore si fermeranno, come già annunciato, a Budrio e qui si potrà procedere con i bus. «Mancano circa 10 giorni – lamentano i pendolari, la Regione riuscirà a fornire chiarimenti entro tale data? Al momento non sappiamo nulla, speriamo che come minimo incrementino le corse sia nel tratto da Bologna Autostazione a Budrio e ritorno, che dirette tramite corriera da Bologna Autostazione a Portomaggiore e ritorno. Questa informazione d’inizio lavori è già stata inoltrata a tutte le scuole delle provincie di Bologna e Ferrara? È stata definita una data di riattivazione della linea e di fine lavori? Il tratto da Bologna Roveri a Bologna Centrale è fermo da dicembre 2022 e sono quindi trascorsi più di tre anni ed ancora non è dato sapere quando verrà riattivato». Non solo, altro tasto dolente la scontistica sugli abbonamenti. Qualcuno ha rinnovato a fine dicembre e chiesto specificamente se previsti riduzioni per i prolungati lavori e in previsione della nuova interruzione ma ha poi dovuto pagare per intero per mancanza di nuove comunicazioni.

La proposta Accanto alla questione lavori in corso «ci sono le continue interruzioni causate da passeggeri maleducati e menefreghisti – lo sfogo -. Tre giorni fa siamo stati fermi non so più quanto perché un bel gruppetto non aveva pagato il biglietto e il controllore, giustamente, ha fatto scendere tutti alla prima fermata e non è stata certo impresa facile. Così è quasi ogni giorno». Da qui la proposta: «Servirebbero i tornelli oppure sistemi che permettano di salire sul treno solo a colo che sono muniti di titolo di viaggio». Un meccanismo analogo, solo per fare un esempio, a quello delle metropolitane o della navetta che dalla stazione centrale di Bologna porta all’aeroporto. «Nelle grandi stazioni si fa già soprattutto per motivi di sicurezza. Considerato che ci sono lavori in corso e che quindi è forse più facile intervenire, potrebbe essere un’idea da valutare. Ogni giorno c’è chi sale sul treno senza ticket e ogni giorno il personale deve stare dietro anche a questo, con scene di ogni genere che si consumano nei vagoni prima e lungo i binari dopo». Infine, «i lavori per interrare la Bologna Portomaggiore sono portati avanti con i soldi nostri. È dunque un diritto, visto anche quello che paghiamo, avere dei mezzi pubblici che funzionano».

© RIPRODUZIONE RISERVATA