La Nuova Ferrara

Il provvedimento

Via allo sgombero delle Torri A e C del Grattacielo di Ferrara, il sindaco ha firmato l’ordinanza

Via allo sgombero delle Torri A e C del Grattacielo di Ferrara, il sindaco ha firmato l’ordinanza

Parte l’evacuazione e i residenti avranno un tempo limitato per il recupero degli effetti personali all’interno degli appartamenti. Quali sono le motivazioni

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Ferrara Era nell’aria da alcuni giorni dopo l’incendio alla Torre B, che ha costretto lo sgombero dell’edificio, e adesso è arrivata l’ufficialità. Le Torri A e C del Grattacielo di Ferrara – non interessate dal rogo – saranno evacuate fino al ripristino delle condizioni di sicurezza e permetterne la bonifica. Il sindaco Alan Fabbri ha firmato due ordinanze (una per fabbricato) relative al divieto di accesso e di permanenza all’interno degli immobili, «visto il grave rischio per la sicurezza e l’incolumità pubblica e privata». Lo sgombero dovrà essere effettuato entro due settimane a partire da oggi (22 gennaio) e il 5 febbraio sarà la data di scadenza «per il recupero degli effetti personali all’interno delle abitazioni da parte degli aventi diritto». 

Le motivazioni

Nei giorni scorsi si sono svolti dei sopralluoghi dei vigili del fuoco all’interno delle abitazioni nelle torri A e C, al fine di verificare le condizioni di sicurezza antincendio. Tuttavia, sono state registrate delle difformità. In particolare, come da verbale dei pompieri: mancato completamento delle misure di prevenzione incendi previste nel progetto di adeguamento antincendio del 2020 (filtri non ancora realizzati, porte antincendio, dispositivi antipanico); mancata installazione dell’impianto manuale di segnalazione di allarme; mancata adozione di misure gestionali in materia di sicurezza antincendio. Si confermano poi vecchie carenze e difformità, spesso comuni tra le due torri: presenza di impiantistica elettrica visibilmente non conforme alla regola dell’arte (scatole aperte, cavi sospesi, frutti divelti, collegamenti con cavi “volanti”, ecc.) sia all’interno delle parti comuni degli edifici che, soprattutto, nei vani contatori; mancata istallazione dell’impianto di protezione dalle scariche atmosferiche; assenza di tamponamenti in materiale incombustibile dei cavedi tecnici per gli impianti idrici posti sui pianerottoli; presenza di una porta posta al piede dello sbarco della scala della torre che ostacola il regolare deflusso in caso di emergenza; impianto gas esterno non individuabile con colorazione distintiva della tubazione e mancato posizionamento del cartello indicante il dispositivo di intercettazione; dotazione degli estintori concentrata in un locale non segnalato come tale. Criticità anche nell’impianto idrico antincendio e nelle cantine, quest’ultime fatiscenti

I vigili del fuoco ribadiscono i rischi, come relazionato fin dal 2024: che «la sicurezza in caso di incendio degli occupanti delle unità abitative presenti nelle Torri A, B e C non risulta ad oggi garantita. A salvaguardia della pubblica e privata incolumità si ritiene pertanto necessario che siano adottati, da chi di competenza, provvedimenti volti alla sospensione dell’attività sino ad avvenuto adeguamento delle condizioni di sicurezza rispetto alle norme antincendio». 

I tempi

Stando alle urgenti ordinanze, lo sgombero dei locali del Grattacielo dovrà essere effettuato in 15 giorni a partire da oggi (durante i quali sarà possibile recuperare i propri effetti personali) e sempre a partire dalla data odierna viene ordinata «la realizzazione di tutte le opere necessarie alla messa in sicurezza dei fabbricati entro e non oltre 30 giorni». Un mese per risolvere la situazione, dunque, così come disposto anche per la Torre B.

Mentre il sindaco Alan Fabbri rilascia dichiarazioni ufficiali in Municipio, sotto il Grattacielo cresce la preoccupazione dei residenti: qualcuno già pensa all’alternativa, mentre altri non sanno proprio dove andare.