La Nuova Ferrara

Il caso

Sgombero del Grattacielo, chiesti mille euro a famiglia per spese straordinarie

Andrea Mainardi
Sgombero del Grattacielo, chiesti mille euro a famiglia per spese straordinarie

Alle difficoltà logistiche si aggiungono nuove pendenze per gli inquilini. Affollamento allo Sportello sociale presidiato da Cittadini del Mondo

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Ferrara Quale futuro per chi se ne deve andare dal grattacielo? Se per i casi più complicati il Comune si è attivato tempestivamente, resta sul tavolo la questione legata a coloro che non vengono considerati “fragili” ma che si ritroveranno presto senza un tetto sopra la testa.

Molti di questi casi includono famiglie straniere, spesso numerose composte da figli piccoli o adolescenti, e genitori che in diversi casi hanno lavori a tempo indeterminato. Da una parte questo li rende potenzialmente in grado di trovarsi un’altra sistemazione, ma dall’altra la cronica mancanza di affitti unita ad una certa diffidenza dei proprietari di case rende per loro inaccessibile il mercato immobiliare ferrarese.

Unendo ciò al fatto di non rientrare spesso in una rete sociale che permetta di avere l’appoggio sicuro di amici e parenti in quanto stranieri, rende ancora più complessa la situazione. Il Comune dal canto suo ha messo a disposizione lo sportello, aperto a tutti, del Centro Servizi alla Persona dell’ex Sant’Anna per coloro che vogliono inoltrare una richiesta di presa in carico da parte dell’Asp. Da giorni le code presso gli uffici sono notevoli così come il carico di lavoro al quale sono sottoposti i dipendenti pubblici.

Tra coloro che attendono tra i corridoi del vecchio ospedale c’è anche Makrem Kliai, da vent’anni abitante del grattacielo. «È il terzo giorno che veniamo qui – spiega – e fino ad ora ci hanno sempre ricevuto dicendoci che non ci sono soluzioni alternative. Noi abbiamo sempre pagato tutto per il nostro appartamento ed ora dovremo spendere anche più del suo attuale valore per contribuire ai lavori, non sappiamo come fare. Mia moglie lavora a Bologna e le mie figlie frequentano i licei Tasso e Bachelet, chiediamo solo che si possa trovare un’alternativa per non finire in mezzo ad una strada».

Tra i vari capannelli che si formano fuori dagli uffici si parla, ci si confronta e le voci corrono. Si mormora di una speculazione già iniziata sugli appartamenti del grattacielo e di personaggi che cercano di approfittarne proponendosi come compratori a prezzi che a malapena raggiungono le cinque cifre in vista di fantomatiche grandi ristrutturazioni portate avanti da un privato.

Oltre agli inquilini, a presidiare le procedure di presa in carico c’è anche l’Associazione Cittadini del Mondo: «Le persone che si rivolgevano allo sportello venivano mandate via dicendo che era un problema privato e che non ci sono soluzioni. Con il nostro presidio ci assicuriamo che almeno a loro adesso venga rilasciato un documento che possa attestare presso Asp la loro situazione di criticità. Si parla di nuclei familiari nigeriani, marocchini o ghanesi, tutti con più di un figlio e con dei genitori la cui maggior parte lavora a tempo indeterminato».

Anche l’attivista Luca Greco, presente come privato cittadino, è presente e segue passo passo i vari incontri allo sportello pubblico. «Con la nostra presenza – racconta – abbiamo fatto sì che almeno a loro venisse rilasciato un foglio. Abbiamo seguito una quindicina di famiglie delle quali 12 non sanno dove andare. Non è colpa dei dipendenti dello sportello ai quali manca spesso anche l’aiuto di un mediatore culturale. Non si cercano contrapposizioni con loro o con chi giustamente ha diritto ad una casa popolare, che tra l’altro nessuno sta chiedendo».

«Serve invece – prosegue Greco – un’ampia partecipazione dei soggetti chiamati in causa come ad esempio le banche o la Regione, la quale può farsi da garante verso eventuali nuovi affittuari».

Ad aggiungere infine un ulteriore carico a questa già complessa situazione, vi sono anche gli esborsi economici impellenti che vengono chiesti ai condomini. Una di queste ammonta a mille euro per “spese straordinarie, impreviste ed improrogabili, che si sono sostenute e si dovranno sostenere anche per garantire lo sgombero presidiato degli appartamenti”. È questa la comunicazione arrivata ieri agli inquilini delle torri, la cui vita viene stravolta ogni giorno di più.

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