Quanti errori dell’Ars et Labor. Il Castenaso ne approfitta e arriva solo un punto
Piccioni risponde a Barbieri, poi i bolognesi non crollano più. Intanto la capolista Mezzolara scappa a +8 in testa alla classifica
Ferrara Ancora un pareggio casalingo per l’Ars et Labor, incapace di andare oltre l’1-1 con il Castenaso. Tanti, troppi, i limiti della compagine ferrarese che si allontana ulteriormente dal Mezzolara. Il -8 dal primato, ad oggi, suona come una specie di sentenza anticipata.
L’omaggio
Il pomeriggio del “Mazza” si apre con il sentito e commovente ricordo di Nicolas Giani. Mister Parlato fa il suo esordio nell’area tecnica di casa, dando le ultime direttive agli 11 scelti. Lo scacchiere resta il 3-4-1-2, alla fine Moretti vince il ballottaggio con Carbonaro, mentre Mambelli all’ultimo è costretto ad alzare bandiera bianca per un problema muscolare che sarà valutato nei prossimi giorni. Come braccetto destro viene schierato Iglio, ma la fascia da capitano resta fissa sul braccio di Dall’Ara: un passaggio di consegne pressoché confermato dopo i rumors delle scorse settimane.
La cronaca
I ritmi della contesa stentano a decollare: nelle prime battute si ricordano solo un tiro dello stesso Iglio e un contropiede interessante sciupato da Senigagliesi. Al quarto d’ora lo stesso esterno è protagonista (in negativo) del vantaggio ospite: palla persa in uscita e consegnata sui piedi di Barbieri che non se lo fa dire due volte e piazza la rasoiata mancina all’incrocio dei pali. Amici e famigliari esultano a lato tribuna e lo stesso fa la panchina bolognese dove spicca il cardigan niente male di mister Rizzo: lezione di stile. Parlato predica calma ai suoi con ampi gesti, ma cambia anche qualcosa invertendo i lati di Senigagliesi e Mazzali. La manovra ferrarese è lenta e arrivano solo un paio di conclusioni scentrate da lontano. Fino alla mezz’ora, quando Moretti rifinisce alla perfezione per Cozzari, il cui tiro finisce deviato in corner da un intervento miracoloso di Roccia. Il numero 1 del Castenaso è bravo anche a seguire, ma nulla può sul pareggio di Piccioni che rianima gli estensi. Tutto nasce da una punizione ben battuta da Mazza, Iglio colpisce il palo di testa e “Piccio” è il più lesto a insaccare la parità. Ora lo stadio si scalda e l’Ars attacca a testa bassa.
Il duplice fischio fa da intermezzo simbolico agli attacchi biancazzurri, che riprendono subito col la scucchiaiata di Senigagliesi per il movimento di Piccioni: l’attaccante anticipa il portiere con la punta del piede ma la palla va alta di poco. Per diversi minuti non succede granché in campo e Parlato per l’ultima mezz’ora si affida a Carbonaro. Ma l’occasione del 2-1 capita ancora sul piede di Piccioni, impreciso dopo essere stato imbucato da Cozzari. Dall’altra parte serve l’attenzione di Giacomel per disinnescare l’incursione di Melli, il quale aveva approfittato di uno scivolone di Casella. Succede un po’ di tutto: ancora Piccioni, che questa volta manda alto di testa, poi Senigagliesi perde un tempo in area piccola e si fa murare da Roccia nella disperazione generale. Tra un errore e l’altro si entra nelle ultime pagine della contesa. Che restano bianche, perché Giacomel è pronto su Barbieri e soprattutto perché l’ultima preghiera aerea di Piccioni sbatte centralmente sui soliti guantoni del portiere ospite. Davvero troppo poco.
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