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Torri, alloggi e lavoro: scritto il futuro di Ferrara

Marco Nagliati, Francesco Gazzuola
Torri, alloggi e lavoro: scritto il futuro di Ferrara

Passa il documento unico di programmazione fino al 2028. E la questione Grattacielo non pizzica più l’amministrazione

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Ferrara Tra interrogazioni ed emendamenti, passando per risoluzioni e una richiesta di dimissioni rivolta all’assessora Cristina Coletti (politiche sociali ed abitative) da parte del Pd. Il Consiglio comunale di ieri passa dalla sempre calda “questione Grattacielo” all’approvazione del Dup (documento unico di programmazione) e in taluni casi gli argomenti si intersecano.

Apre Sara Conforti (Pd) in question time, che evidenzia quanto ci sia di politico nella vicenda: «Nei 30 anni precedenti altre amministrazioni hanno commesso lo stesso errore della Giunta Fabbri, non evitare che si speculasse sui più deboli, ma del passato può e deve esprimersi la magistratura. Nel 2023, invece, emergeva che le inottemperanze alle prescrizioni antincendio non erano generalizzate, ma riguardavano una quota residuale di proprietari, circa il 10%. E negli atti si indicava esplicitamente la possibilità per il Comune di intervenire con strumenti amministrativi diretti, anche in via sostitutiva. Se si fosse agito nei confronti dei non ottemperanti, oggi parleremmo di uno sgombero generalizzato?». Sindaco Fabbri assente e così risponde Coletti: «Il Comune non era a conoscenza delle risultanze dell'inchiesta del 2023, non ha mai ricevuto corrispondenza in questo senso, appena saputo si è attivato per avere copia della documentazione».

Sulle tre torri ci si accomoda anche nelle risoluzioni vincolate al Dup e in merito si continua nel rimpallo tra problema privato (sostiene l’amministrazione) ed emergenza pubblica (controbatte l’opposizione). «Confusione e disorganizzazione», sibilano dai banchi del centrosinistra. «Il Comune è direttamente coinvolto con otto unità abitative – spiega il vicesindaco Alessandro Balboni –: cinque acquisite nel 2019 e tre durante l’amministrazione Fabbri. Si tratta di appena 49,7 millesimi». Leonardo Fiorentini (Civica Anselmo) è tranciante: «Quindi tra i responsabili della mancata esecuzione dei lavori di messa a norma c’è anche il Comune». Il brogliaccio sfoglia sulle soluzioni abitative temporanee sostenibili per tutti i nuclei fragili e i nuclei con minori. Interviene Coletti: «Attraverso l’Asp abbiamo individuato strutture adeguate per 76 persone. Si tratta di 38 adulti, 34 minori, 2 anziani e 2 disabili». E qui entra a gamba tesa Massimo Buriani (Pd), approfondendo una risoluzione legata al Dup ma che afferisce ad un comma sul Grattacielo: «Sono state messe in strada 500 persone e l’Acer (Azienda casa Emilia Romagna; ndr) non ha contribuito in alcun modo. Ci sono alloggi che si possono mettere a disposizione senza sottrarre spazio alle liste: si aumentino le risorse straordinarie per ripristinare tali alloggi. Ci stiamo confrontando con un’emergenza sociale-abitativa e per questo chiediamo le dimissioni dell’assessora Coletti». Una «grande frattura sociale» dice Marzia Marchi (M5s): «Menomale che nel Dup si parla di città unita e coesa».

Primi vagiti di una lunga e contrastata discussione sul Dup, che è la guida strategica ed operativa dell’amministrazione. Un presupposto per tutti i successivi altri strumenti di programmazione gestionale economico finanziaria. In altre parole: è quello che si propone di conseguire il Comune. Una sfida su tutte: il rilancio del commercio. Sono tredici, ricorda l’assessore Matteo Fornasini (bilancio e contabilità), le sfide di mandato di Ferrara: laboriosa/attrattiva; sicura; bella e vivibile; solidale; dei giovani; vitale/accogliente; universitaria; identitaria; in movimento; sostenibile; semplice/digitale; unica/coesa; futura.

Tra gli emendamenti, Matteo Proto (Pd) sottolinea come attualmente un appuntamento all’anagrafe viene fissato dopo 40/50 giorni: «Il Comune si impegni a ridurre i tempi di attesa al massimo in sette giorni lavorativi». Altro focus sul campeggio, spiega Fornasini: «È una struttura datata e abbiamo investito nel 2022 ben 450mila euro per la manutenzione. Sono stati resi pubblici due bandi per la gestione, andati deserti. Evidentemente la struttura (30 stalli; ndr) è troppo piccola per essere interessante. Al momento ci siamo fermati». Ribatte Davide Nanni (Pd): «Non c’è un’area di sosta per i camper, realizzarla sarebbe un’opportunità di sviluppo economica».

Si oscilla tra «libro dei sogni e realtà» tuona lo stesso Nanni, che evidenzia: «Come previsione di bilancio nel 2026 sono stati indicati 106 milioni si spesa, per il ‘27 appena 27 milioni e per il ‘28 siamo a quota 25 milioni». Effetto della fine del Pnrr. «Siamo accusati, in merito allo sviluppo economico – la replica Fornasini – di iniziative episodiche o frammentarie. Noi tentiamo di creare condizioni per lo sviluppo, in modo che le imprese trovino terreno fertile. Abbiamo destinato 233 milioni di euro in investimenti, strade e interventi vari. E nel prossimo triennio abbiamo previsti 81 milioni. Compresa la manutenzione straordinaria di alloggi Erp: recupereremo 376 appartamenti».

Zonari (La Comune) calca la mano su un piano del verde e della biodiversità e Nanni bacchetta sulla partecipazione: «Dopo i lavori Pnrr si sbologna qualsiasi cosa ai privati, anche nidi e scuole dell’infanzia, così vengono meno possibilità di assunzioni di persone che sono in graduatoria da anni». Fiorentini guarda il pubblico: «Ad ogni seduta ci sono scontenti diversi». Davanti agli ambulanti freschi di manifestazione gli emendamenti dell’opposizione vengono respinti. La maggioranza tace nel dibattito e approva il Dup.