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Sanremo 2026, il divano più grande è al teatro Carani di Sassuolo: tutto esaurito

di Elena Tassoni
Sanremo 2026, il divano più grande è al teatro Carani di Sassuolo: tutto esaurito

Collegamenti in diretta e quiz interattivi per intrattenere le persone: pubblico entusiasta. Il più piccolo in sala? Tancredi, di appena 6 mesi

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SASSUOLO. Il teatro Carani ha portato il teatro Ariston a Sassuolo. Martedì è iniziata la settimana del festival di Sanremo: nonostante le divergenze tra il pubblico più o meno appassionato, è innegabile che Sanremo rappresenti uno spettacolo che, nel tempo, è diventato simbolo della cultura italiana.

A promuovere la serata a Sassuolo, l’assessore alla cultura Federico Ferrari «Vorremmo che con eventi come questi Sassuolo diventi una città della musica».

E a condurre Filippo Bedeschi direttore artistico del Teatro Carani, in compagnia di Alessandro Bellodi e Letizia Ballarini delle associazioni giovanili di Sassuolo.

Con collegamenti in diretta, come quello con l’associazione modenese Aut Aut presente a Sanremo, e quiz interattivi sulle esibizioni in gara, il pubblico è stato intrattenuto senza mai dover assistere ai momenti di pubblicità e di noia.

Le poltrone della platea del Carani erano occupate da un pubblico multigenerazionale: dalle famiglie con bambini, alle coppie di giovani adulti e signori e signore anziane. Per esempio, la signora Grazia è in compagnia di Luca e, nonostante sia solo in breve visita a Sassuolo e venga da Cava dei Tirreni, afferma che «il festival di Sanremo è imperdibile, e vederlo a teatro non mi era mai capitato».

Molti hanno deciso di recarsi a teatro per godersi una serata che altrimenti tra le mura di casa propria avrebbero vissuto da soli. In platea si poteva notare un’intera compagnia di ragazzi e ragazze sassolesi, che come soprannome hanno il nome “Brigata”. Enrico e Giorgia sono i fan più sfegatati: «Abbiamo fatto anche il FantaSanremo insieme, e tifiamo soprattutto per Nayt e Levante: a dicembre abbiamo preso i biglietti e siamo tutti qui, per condividere questa serata».

Infatti l’evento al teatro Carani ha registrato il tutto esaurito: davvero difficile trovare un posto per partecipare. Anche Alessia ha portato qui le sue più care amiche: «Abito dietro al teatro Carani, e non vedevo l’ora di guardare Sanremo dal divano più grande di Sassuolo! ».

Antonella e Catia invece vengono rispettivamente da Sassuolo e Puianello di Reggio, e con le corone di fiori rispettano a pieno il tema di Sanremo, la città ligure dove i fiori sono un simbolo d’eccellenza. «Siamo emozionate e carichissime per questa serata, è bello condividere questo show! ». Insomma, il Festival è fonte di condivisione di opinioni e commenti, tra le voci più amate e i nuovi talenti ancora da scoprire per il grande pubblico.

Tra il pubblico, un’intera famiglia era presente: sono Benedetta e Francesco, genitori di Tancredi, che conquista il primato del “più giovane” in sala a soli 6 mesi di età. «A casa mia è una settimana santa quella di Sanremo, – commenta Benedetta –. Per la finale faremo una grande festa a casa, e per Tancredi il primo Sanremo sarà a teatro».

Come sottolinea Angela, in platea in compagnia della mamma e della zia, «È bello vedere il teatro pieno di gente, e di molti giovani!» .

Per anni il festival è stato poco attraente per le nuove generazioni, poiché associato a dinamiche prevedibili e a un pubblico esclusivamente adulto. Oggi sembra essere invece un motore per nuove conversazioni quotidiane. In una condizione dove è possibile perdersi tra i vari abbonamenti di piattaforme online, Sanremo è un’occasione per riunirsi e sintonizzarsi sul primo canale per vivere un’esperienza collettiva, come testimonia la riuscita di questo evento targato teatro Carani. l