Guerra e caos voli, dottoresse di Modena bloccate in India: «Lo Stato ci ha abbandonate»
L’odissea di quattro dirigenti dell'Ausl: «Non riusciamo a tornare a Modena»
MODENA. Qualcuno è pericolosamente vicino alla zona di guerra, e deve fare i conti con la paura quotidiana. Qualcun altro, per fortuna, è decisamente più lontano, ma ugualmente costretto ad affrontare un’odissea, oltre al salasso economico, per tornare a casa. Perché sono davvero tanti i modenesi che in questi giorni, dopo lo scoppio della guerra in Iran, sono bloccati in Paesi lontani e non riescono a tornare a causa delle continue cancellazioni dei voli aerei. Una situazione di estrema difficoltà, con l’enorme preoccupazione verso le famiglie e con i problemi del rientro al lavoro e quelli economici, a cui si aggiunge lo stato di abbandono che molti di loro denunciano.
Chi sono
Lo sa bene la dottoressa Francesca Vacca, dirigente medico dell’Ausl di Modena, che insieme a tre colleghe si trova in India dal 25 febbraio per una vacanza il cui rientro è diventato un’odissea. «Siamo quattro turiste di Modena - spiega la dottoressa - sanitari che lavorano per l’Ausl. Ci troviamo in India dal 25 febbraio, e dal 5 marzo non riusciamo a rientrare in Italia per la cancellazione dei voli. L’odissea è iniziata con la prima cancellazione Delhi-Milano via Abu Dhabi, che è stato costantemente riprogrammato e cancellato. Abbiamo contattato l’Ambasciata italiana in India e la Farnesina in Italia, sentendoci solo dire che data la situazione era nostro dovere provvedere al riacquisto di voli di rientro e di riformulare il soggiorno presso Delhi, i cui tempi potevano variare da una settimana fino a fine marzo. Abbiamo quindi riacquistato un volo Turkish Airlines (compagnia suggerita dall’Ambasciata italiana) a 1.400 euro a persona e il giorno della partenza... è stato annullato».
L’odissea prosegue
Una situazione sempre più complicata, vissuta dalle quattro turiste modenesi con una tensione sempre maggiore: «Disperate - riprende la dottoressa Francesca Vacca - abbiamo ricontattato Ambasciata e Farnesina, che si sono solo rammaricate per l’accaduto, ma le soluzioni adottabili erano sempre le medesime già comunicate. Il console in persona, nella giornata del 7 marzo, ci ha più volte contattate fornendoci come unico sostegno indicazioni per l’acquisto di un nuovo e terzo biglietto e recensioni di alberghi per il nuovo soggiorno, essendo la data di partenza del nuovo volo Air India il 13 marzo, per un prezzo complessivo del terzo volo di duemila euro».
Ora l’auspicio è che venerdì prossimo le quattro dirigenti modenesi dell’Ausl possano finalmente rientrare: «Vorremmo segnalare questa situazione - spiega ancora la dottoressa - perché si parla di turisti italiani nelle zone di guerra del Golfo, ma esistono turisti meno “visibili” geograficamente che stanno comunque vivendo una situazione di grande incertezza ed emergenza e sono lasciati da soli fisicamente ed economicamente. Questo è gravissimo. Come dirigenti sanitari - chiude - abbiamo avvisato la nostra azienda Ausl, che ci ha mostrato profonda vicinanza e sostegno se necessario anche concreto, ma dallo Stato italiano ci siamo sentite ignorate e non sostenute».
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