Ferrara, Cgil in piazza al fianco dei rider: «Paghe minime e zero tutele»
Volantinaggio del sindacato contro lo sfruttamento e per i diritti dei ciclofattorini. Shkar, 24 anni: «Potessi cambiare lo farei, ma ora non ho alternative»
Ferrara Dalle 10 alle 15 ore di lavoro al giorno, sette giorni su sette, esposti a qualunque rischio e condizione meteo.
Questa è l’anomala normalità dei rider che consegnano il cibo a domicilio nella nostra città. La Nuova aveva raccontato le loro storie, tornate questa mattina, sabato 14 marzo, al centro della mobilitazione nazionale indetta dalla Cgil per protestare contro le condizioni imposte in particolare da Glovo e Deliveroo. Un viaggio entro i 4 chilometri viene pagato 3,75 euro, andata e ritorno. Se si devono raggiungere le frazioni o i comuni confinanti si arriva al massimo a 4 euro per tragitti fino a 16 chilometri, che richiedono anche un’ora di viaggio. I mezzi utilizzati sono prevalentemente bici, bici elettriche o scooter, tutti a carico dei rider che devono quindi provvedere ad acquisto, manutenzione, sostituzione gomme, bollo, revisione, permesso per la Ztl: tutto senza alcuna garanzia di guadagno.
Shkar, 24 anni, è curdo iracheno, vive a Ferrara con la moglie e il figlio di due anni: «Faccio questo lavoro da due mesi perché al momento non ho trovato altro, ma è impossibile sopravvivere. Lo scorso mese ho guadagnato 850 euro, questo mese sono arrivato solo a 150, sono molto preoccupato. Devo aprire la partita Iva come lavoratore autonomo e saranno altre spese, se potessi cambiare lo farei, ma ora non ho alternative».
Arrivano da Pakistan, Afghanistan, India, e hanno un improrogabile bisogno di lavorare per rinnovare il permesso. «Non si devono ammalare o fare male, devono andare velocissimi e non si devono mai fermare: solo così possono sperare di guadagnare qualcosa e che cliente non lasci una recensione negativa, che potrebbe costargli il posto», ha spiegato Marco Righi, segretario generale Nidil Cgil, che ha incontrato i rider davanti alla torre della Vittoria, loro abituale luogo di attesa degli ordini.
I referenti del sindacato li hanno invitati a un incontro il 20 marzo per illustrare i loro diritti e le richieste che possono avanzare: contratto full time per merci e logistica, malattia e infortunio pagati, ferie e tempi di attesa retribuiti, salute e sicurezza a carico del datore di lavoro.
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