Ferrara, autista aggredita sull’autobus
Un uomo è salito a bordo della corriera e ha colpito la conducente al volto, indagano i carabinieri
Ferrara Aggredita mentre era alla guida dell’autobus. Il grave episodio è avvenuto ieri mattina alle 7.15 a Chiesuol del Fosso, a bordo della corriera proveniente da Malalbergo, una corsa supplementare della linea 356 Bologna-Ferrara.
Secondo i primi elementi raccolti, il mezzo Tper era prossimo alla fermata quando la conducente ha visto avvicinarsi un probabile passeggero che si affrettava verso l’autobus. Si è immediatamente fermata per farlo salire. Appena a bordo, l’uomo ha aggredito con violenza l’autista, colpendola al volto e provocandole tumefazioni e una vistosa ferita. Il tutto è avvenuto in un contesto videosorvegliato, con telecamere che riprendono quanto accade a bordo e all’esterno del mezzo.
Secondo alcuni testimoni l’uomo avrebbe accusato la conducente di avergli in precedenza danneggiato l’auto.
Immediato l’intervento dei carabinieri, che hanno raccolto le prime testimonianze e avviato le ricerche dell’aggressore. A supporto saranno acquisite le immagini delle telecamere che registrano costantemente l’interno e l’esterno del mezzo. I sistemi di videosorveglianza presenti su tutti i veicoli Tper hanno l’obiettivo di aumentare la sicurezza a bordo e migliorare il servizio; sono centralizzati e gestiti da remoto dalla sala operativa Tper.
Non si sono registrati disagi rilevanti per l’utenza, che ha potuto servirsi dei mezzi di linea in arrivo dietro la corsa supplementare. L’intervento del personale Tper, allertato tramite la centrale operativa del deposito di via Trenti, ha consentito la sostituzione dell’autista. La conducente, in servizio da oltre vent’anni, è stata trasportata al pronto soccorso di Cona da un’ambulanza del 118.
«Siamo di fronte all’ennesima aggressione fisica e verbale a un collega – afferma Angelo Centonze, segretario Faisa Cisal –. Non è più accettabile che gli autisti lavorino in condizioni di rischio: servono maggiori controlli, protezioni e pene più severe per chi aggredisce», conclude il sindacalista, ribadendo la richiesta di un tavolo in Prefettura.
«Vogliamo esprimere prima di tutto la nostra solidarietà alla collega aggredita e ricordare che la sicurezza sul lavoro non è negoziabile – aggiunge Vincenzo Capasso (Filt Cgil) –. Questo non è un caso isolato ma il segnale di un sistema che lascia soli i lavoratori del trasporto pubblico. Chi ogni giorno garantisce un servizio essenziale si trova sempre più spesso esposto a violenze senza adeguate tutele. Servono interventi immediati e concreti, con posti guida protetti e misure che ristabiliscano il rispetto verso chi svolge un servizio pubblico».
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