Benzina e diesel, via libera al taglio delle accise: sconto di 25 centesimi per 20 giorni
Il Consiglio dei ministri approva un decreto: previsto anche un credito d’imposta per autotrasporto e pesca, mentre salta il bonus benzina da 100 euro. Rafforzati inoltre i controlli su filiera e prezzi
Roma Il governo interviene sul caro carburanti con un decreto approvato dal Consiglio dei ministri riunito nella serata di oggi, mercoledì 18, a palazzo Chigi. La misura principale prevede una riduzione temporanea delle accise su benzina e diesel pari a 25 centesimi al litro per venti giorni, con un effetto diretto sul prezzo alla pompa.
Lo sconto su benzina e diesel
Il provvedimento punta a ridurre una delle componenti che incidono sul costo finale dei carburanti. Il taglio delle accise sarà limitato nel tempo e avrà carattere temporaneo. L’obiettivo indicato dal vicepremier Matteo Salvini, che aveva anticipato il contenuto della misura prima del Cdm, è quello di riportare soprattutto il prezzo del diesel sotto i 2 euro al litro, possibilmente sotto quota 1,90 euro.
Lo stesso Salvini aveva parlato di un intervento definito sperimentale, sostenuto da diverse centinaia di milioni di euro, chiarendo che non si sarebbe trattato di una riduzione minima di pochi centesimi.
Aiuti per autotrasporto e pesca
Nel pacchetto entrano anche misure di sostegno rivolte a categorie particolarmente esposte all’aumento del gasolio. È previsto infatti un credito d’imposta per gli autotrasportatori, pensato per contenere i costi legati all’acquisto del carburante.
Un analogo strumento viene destinato anche al settore ittico. Il ministro dell’Agricoltura Francesco Lollobrigida ha spiegato che già da domani marinerie e pescatori potranno attutire il peso dei rincari del carburante necessario all’attività delle imbarcazioni.
Il bonus da 100 euro non entra nel decreto
Non trova invece spazio nel provvedimento il bonus benzina da 100 euro destinato alle famiglie con redditi più bassi, fino a 15mila euro di Isee. L’ipotesi iniziale era quella di inserirlo nella carta “Dedicata a te”, oggi utilizzata per acquistare beni alimentari di prima necessità.
Questa soluzione è però stata accantonata perché il taglio generalizzato delle accise ha assorbito l’intervento che era stato pensato in origine per i nuclei in maggiore difficoltà economica.
Controlli rafforzati contro le speculazioni
Il decreto introduce anche un inasprimento dei controlli sui prezzi di benzina e diesel. Nella bozza del provvedimento si prevede infatti che gli esiti delle verifiche della Guardia di finanza lungo l’intera filiera dei carburanti, dai produttori ai distributori, possano essere trasmessi alla magistratura per accertare l’eventuale presenza del reato di manovre speculative su merci.
Viene istituito uno speciale regime di controllo dei fenomeni distorsivi della durata di due mesi. In presenza di aumenti anomali o improvvisi dei prezzi oppure delle quotazioni internazionali di riferimento, il Garante per la sorveglianza dei prezzi, il cosiddetto Mr Prezzi, segnalerà alle Fiamme gialle gli operatori della distribuzione e le compagnie petrolifere da sottoporre a verifica.
L’obiettivo sarà quello di controllare, sulla base della documentazione contabile disponibile, possibili anomalie nei costi e nei prezzi giornalieri di acquisto del carburante, risalendo anche ai costi di approvvigionamento del greggio e dei prodotti raffinati.
Segnalazioni a Antitrust e magistratura
Gli esiti degli accertamenti della Guardia di finanza dovranno essere trasmessi immediatamente sia al Garante per la sorveglianza dei prezzi sia all’Antitrust, per l’eventuale apertura di procedimenti sanzionatori di competenza.
Lo stesso Garante, entro due giorni, potrà inoltre inviare un rapporto all’autorità giudiziaria per verificare la possibile configurazione del reato previsto dall’articolo 501 bis del codice penale, relativo alle manovre speculative su merci.
Obbligo di comunicare i prezzi consigliati
Il testo prevede anche nuovi obblighi per le società petrolifere. Le compagnie dovranno comunicare ogni giorno i prezzi consigliati di vendita ai clienti finali, renderli pubblici e trasmetterli sia al Garante per la sorveglianza dei prezzi sia al Garante della concorrenza e del mercato.
In caso di omissione scatterà una sanzione pari allo 0,1% del fatturato giornaliero. Questa misura avrà una durata di tre mesi.
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