Bilanci familiari, Italia prudente ma vulnerabile: i giovani restano i più esposti
Secondo il report European consumer payment report 2025 di Intrum a pesare sono soprattutto le difficoltà della Generazione Z, tra redditi più bassi, lavoro discontinuo, pressione dei social e scarsa preparazione economica ricevuta a scuola
Roma L’Italia ottiene un punteggio di 81,9 nel Money management index introdotto dall’European consumer payment report 2025 di Intrum, un indicatore che misura i comportamenti utili alla stabilità finanziaria. Il dato è in linea con la media europea, ma lontano dai Paesi più solidi, e restituisce l’immagine di un equilibrio ancora fragile. Sul quadro economico continuano a pesare gli effetti di eventi che hanno inciso sulle finanze delle famiglie, dalla pandemia di Covid al conflitto in Ucraina. Nonostante questo, dal rapporto emerge anche la fotografia di un Paese che prova a reagire.
Risparmi e bollette, tra prudenza e preoccupazioni
Più della metà degli italiani gestisce il denaro con attenzione. Il 64% dichiara di accantonare ogni mese una somma per far fronte alle emergenze, segnale di una diffusa cautela nella gestione del bilancio familiare. Resta però alta l’ansia davanti alle spese più consistenti: il 66% si dice preoccupato in caso di acquisti importanti. È il secondo valore più alto in Europa, dietro il Portogallo e davanti alla Grecia. Sul fronte delle spese correnti, il 75% dei consumatori afferma di riuscire a pagare puntualmente tutte le bollette, con un dato leggermente inferiore alla media europea. Anche in questo caso, però, le differenze generazionali sono marcate.
Chi sono Boomer, Millennial e Generazione Z
Quando si parla di generazioni, si fa riferimento a gruppi anagrafici nati in determinati periodi storici. Le classificazioni più utilizzate indicano come Baby Boomer i nati tra il 1946 e il 1964, oggi nella fascia dei 62-80 anni; come Generazione X i nati tra il 1965 e il 1980, oggi tra 46 e 61 anni; come Millennial i nati tra il 1981 e il 1996, oggi tra 30 e 45 anni; e come Generazione Z i nati dal 1997 in poi. Nel dibattito pubblico e nelle classificazioni più diffuse, la Gen Z viene generalmente collocata tra i nati dal 1997 al 2012, cioè oggi tra 14 e 29 anni.
La Generazione Z è la più esposta
La fascia più giovane è quella che incontra le maggiori difficoltà nel tenere sotto controllo entrate e uscite. Tra i consumatori della Generazione Z, la quota di chi riesce a saldare regolarmente le bollette scende al 55%, molto al di sotto dei Baby Boomer. Il rapporto indica nei giovani adulti un’area di particolare vulnerabilità, con un livello di fragilità pari al 46%. A incidere sono diversi fattori: redditi più bassi, ingresso più tardivo e discontinuo nel mercato del lavoro, costo della vita più elevato e minore capacità di accumulare risparmi.
Il peso dell’educazione finanziaria assente
Uno degli elementi messi in evidenza dall’indagine riguarda la preparazione economica ricevuta a scuola. Solo il 21% degli italiani ritiene di aver avuto una buona educazione finanziaria durante il percorso scolastico, contro il 31% dei norvegesi, che guidano questa graduatoria. Secondo Intrum Italy, proprio il rafforzamento dell’educazione finanziaria rappresenta uno degli obiettivi da perseguire. «I dati dell’ultimo ECPR ci raccontano un Paese che sta ritrovando fiducia, ma che rimane esposto a shock anche minimi - afferma Enrico Risso, amministratore delegato - Molti italiani mostrano grande responsabilità nella gestione delle spese essenziali, ma la vulnerabilità resta elevata, soprattutto tra i giovani e tra chi non dispone di strumenti educativi adeguati».
Social e benessere psicologico
Tra gli elementi che aggravano la fragilità dei più giovani c’è anche il confronto continuo con il benessere economico mostrato online. Il 71% degli intervistati dichiara di sentirsi condizionato dai modelli di ricchezza esibiti sui social. Il 26% sostiene che questa competizione abbia avuto effetti negativi sul proprio benessere psicologico. La percentuale sale al 47% nella Generazione Z, che individua negli influencer uno dei principali fattori di pressione.
L’intelligenza artificiale come supporto
Nel rapporto trova spazio anche il tema dell’intelligenza artificiale applicata alla gestione del denaro. Per ora l’utilizzo resta limitato: solo l’11% dice di servirsi dell’AI per amministrare le proprie finanze. Anche in questo caso il ricorso varia molto a seconda dell’età. Ha sperimentato strumenti basati sull’intelligenza artificiale in ambito finanziario il 13% dei Boomer, il 23% della Generazione Z e il 74% dei Millennial. Un segnale che mostra come questa tecnologia venga vista sempre meno come un rischio e sempre più come un possibile aiuto nella gestione quotidiana del bilancio personale.
