Giustizia, al via i concorsi per stabilizzare diecimila precari degli uffici giudiziari
Il ministero pubblica i bandi per far entrare in modo definitivo migliaia di lavoratori finora assunti a tempo determinato
Roma Il ministero della Giustizia avvia una vasta operazione di stabilizzazione che riguarda 9.368 lavoratori oggi assunti a tempo determinato. I bandi, pubblicati sulla piattaforma InPa, aprono la strada all’ingresso definitivo nell’amministrazione di personale reclutato nell’ambito del Piano nazionale di ripresa e resilienza per sostenere l’attività degli uffici giudiziari.
Il piano del ministero
La scelta si inserisce nella linea indicata nella Relazione sullo stato della Giustizia presentata in Parlamento, dove viene evidenziata la necessità di non disperdere le competenze maturate negli ultimi anni sul fronte dell’efficienza organizzativa, della riduzione dei tempi dei processi e dell’alleggerimento dei carichi di lavoro.
L’intervento rappresenta una delle più ampie stabilizzazioni di personale precario degli ultimi anni e riguarda quasi la totalità degli addetti Pnrr ancora in servizio, che risultano essere poco più di 11 mila. I loro contratti scadono il 30 giugno, da qui la decisione di procedere con un assorbimento su larga scala.
Chi riguarda la procedura
Le figure coinvolte sono quelle che hanno affiancato magistrati e uffici nell’ambito dell’Ufficio per il processo, considerato il principale investimento in capitale umano del Pnrr nel settore giustizia. Per queste assunzioni il Piano ha stanziato oltre 2 miliardi di euro.
Dal primo luglio è prevista la stabilizzazione di 712 tecnici di amministrazione, 1.488 data entry e 6.919 addetti all’Ufficio del processo. A questi si aggiungono altre figure già interessate dalle procedure avviate con i bandi pubblicati nel dicembre 2025.
Come si partecipa
Le domande dovranno essere presentate entro trenta giorni. Per accedere in via definitiva ai ruoli del ministero è prevista una sola prova, costituita da un quiz di 30 domande.
Per i funzionari i questionari non saranno limitati alle sole conoscenze tecniche, ma comprenderanno anche aspetti legati alle competenze trasversali. Tra questi, la capacità di leggere il contesto di riferimento, comprendere i cambiamenti in atto e adattare di conseguenza il proprio operato. I test dovranno inoltre misurare l’attitudine ad analizzare problemi, definirne i confini, individuare gli elementi essenziali e arrivare rapidamente a soluzioni efficaci.
I risultati sul civile e sul penale
Nella Relazione depositata in Parlamento, l’investimento del Pnrr sul capitale umano viene indicato come uno degli interventi più rilevanti. Il contributo dell’Ufficio per il processo viene collegato al miglioramento dei tempi della giustizia, anche se nel civile i target non sono ancora stati pienamente raggiunti.
L’obiettivo fissato dal Pnrr prevede una riduzione del disposition time dei procedimenti civili nei tre gradi di giudizio del 40 per cento rispetto al 2019. Secondo il monitoraggio ministeriale, al primo semestre del 2025 il calo registrato è stato del 27,8 per cento.
Nel penale, invece, il risultato ha già superato il traguardo previsto. A fronte di un obiettivo di riduzione del 25 per cento dei tempi di trattazione, al primo semestre del 2025 il taglio della durata dei procedimenti era arrivato al 37,8 per cento.
Il giudizio dei sindacati
La stabilizzazione punta dunque a rafforzare e rendere strutturali i risultati conseguiti. Un giudizio favorevole è arrivato anche dai sindacati che hanno sottoscritto il rinnovo del contratto di lavoro, cioè Unsa, Cisl, Confintesa, Flp e UilPa Giustizia, coinvolti nel confronto con il ministero sulle procedure e sulla revisione delle piante organiche necessaria ad accogliere il personale.
In una nota congiunta, le organizzazioni firmatarie hanno definito l’operazione una svolta rispetto alla carenza di assunzioni del passato, sottolineando che l’ingresso dei 9.368 giovani consentirà di consolidare i risultati ottenuti con il Pnrr e contribuire a un miglioramento del servizio giustizia.
