McDonald’s ribassa i prezzi contro la crisi, menu sotto i 3 dollari e colazione a 4: ecco dove e quando
La catena prepara nuove offerte per riconquistare i clienti colpiti dal carovita. Sullo sfondo cresce la competizione con gli altri colossi del fast food, in una vera guerra dei prezzi
New York McDonald’s si prepara a rafforzare negli Stati Uniti la propria strategia dei prezzi bassi con un nuovo menu da 3 dollari o meno e un pacchetto colazione da 4 dollari, previsto da aprile. La mossa punta a riportare nei ristoranti soprattutto i consumatori più penalizzati dal carovita, in un contesto di crescente concorrenza tra le grandi catene del fast food.
Il nuovo piano negli Stati Uniti
Secondo quanto riportato, il progetto è stato ribattezzato internamente “McValue 2.0” e sostituirebbe il programma lanciato nel 2025 basato sulla formula “acquista uno, aggiungi l’altro a un dollaro”. Tra le proposte del nuovo menu figurano prodotti come il sausage biscuit e i chicken McNuggets da quattro pezzi a prezzi contenuti.
Sul fronte della colazione, l’offerta da 4 dollari comprenderebbe un McMuffin, una porzione di hash brown e un caffè. Proprio la fascia mattutina viene indicata come quella più in difficoltà, con il calo più marcato tra i clienti a basso reddito.
Per quanto riguarda l’Europa e l’Italia, ancora non ci sono indicazioni su eventuali ribassi o offerte scacciacrisi.
Il tentativo di recuperare l’immagine di catena conveniente
Da almeno due anni McDonald’s cerca di recuperare la reputazione di marchio economico. Dopo la pandemia del 2020, molti franchisee, che determinano autonomamente i prezzi, avevano ritoccato i listini per rispondere all’inflazione. Questa dinamica, però, avrebbe finito per allontanare una parte importante della clientela.
Già nel 2024 la società aveva introdotto un menu da 5 dollari e, a gennaio 2025, aveva aggiunto opzioni da 1 dollaro legate all’acquisto di un prodotto a prezzo pieno. A novembre 2025, inoltre, McDonald’s aveva fatto sapere che avrebbe assorbito una parte dei costi delle promozioni da 5 e 8 dollari, una scelta insolita per un gruppo di questo tipo e legata alla necessità di recuperare i consumatori con minore capacità di spesa.
I primi segnali di ripresa
I primi effetti della strategia, secondo quanto riferito dalla società, cominciano a emergere. A febbraio McDonald’s ha sostenuto che un numero crescente di clienti a basso reddito è tornato a ordinare i combo meal e che la percezione di convenienza del marchio sta migliorando.
Secondo Technomic, nel 2024 il 21% dei consumatori intervistati considerava McDonald’s conveniente. Il dato risulta in aumento rispetto al 18% del 2023, ma resta ancora inferiore ai livelli registrati prima della pandemia, nel 2019.
La guerra dei prezzi nel fast food
McDonald’s non è l’unica catena a muoversi in questa direzione. Panera Bread ha annunciato una promozione mix-and-match da 4,99 dollari, Domino’s punta su una pizza da 9,99 dollari con qualsiasi condimento e da Applebee’s le offerte valgono ormai circa un terzo degli ordini.
Anche Taco Bell ha lanciato un menu aggressivo da 3 dollari, il “Luxe Value Menu”, costruito con novità e prodotti già noti, tra cui burrito, taco e churros. Burger King, invece, starebbe cercando di resistere alla pressione di abbassare i prezzi.
In questo scenario, la competizione tra le grandi catene assume sempre più i contorni di una vera guerra del valore, combattuta a colpi di sconti e menu promozionali per riconquistare quote di mercato e clienti perduti.
