La Nuova Ferrara

La sentenza

Ferrara, aggredì l’amico con un cutter: condannato a dieci anni di carcere

Daniele Oppo
Ferrara, aggredì l’amico con un cutter: condannato a dieci anni di carcere

Un 43enne colpì al collo l’amico poco più grande durante un pranzo

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Ferrara Dieci anni di reclusione. È la condanna inflitta a un 43enne marocchino per aver aggredito alle spalle un amico e averlo ferito al collo con un cutter, il 30 novembre 2024, nel suo appartamento di via Cavedone.

La decisione del Tribunale di Ferrara è arrivata nel pomeriggio di oggi, 19 marzo. La sostituta procuratrice Barbara Cavallo aveva chiesto una pena ancora più alta, a 12 anni di reclusione. Il Tribunale ha condannato l’imputato anche al risarcimento del danno a favore della vittima – un 47enne anche lui marocchino, assistito dall’avvocato Massimo Bissi – stabilendo una provvisionale immediatamente esecutiva di 7mila euro.  

«Sono soddisfatto della decisione – commenta l’avvocato Bissi a margine dell’udienza –. Il tribunale ha valorizzato tutti gli elementi di carattere obiettivo che confermavano il racconto sostenuto fin da subito dal mio assistito e fatto giustizia delle strampalate dichiarazioni dell’imputato».

L’imputato, difeso dall’avvocato Federico Orlandini, si è sempre dichiarato innocente e ha sempre negato di aver aggredito l’amico. Giovedì 19 marzo ha reso dichiarazioni nelle quali, forse, ha fornito un contesto argomentativo alle ipotesi accusatorie, accusando il suo amico di aver avuto una relazione con la sua compagna.   

Cos’era successo

L’aggressione era maturata in un contesto di forte amicizia tra i due. Quel giorno si erano incontrati per caso e la vittima aveva invitato l’amico a pranzo a casa sua. Proprio mentre stava preparando da mangiare, il 47enne era stato aggredito alle spalle, con un cutter, e poi aveva reagito, cercando di difendersi e così procurandosi delle ferite alle mani. Poi aveva cercato di bloccare in casa l’aggressore, chiedendo contemporaneamente aiuto, allarmando così i vicini di casa. L’imputato era poi riuscito a fuggire, scappando in direzione via Carlo Mayr. I carabinieri lo avevano rintracciato poco dopo, a casa sua, a Vigarano Mainarda, dove è attualmente agli arresti domiciliari. 

La vittima, soccorsa sul posto dai sanitari del Servizio 118, aveva riportato lesioni giudicate guaribili in più di 20 giorni e meno di 40 e non è mai stata in pericolo di vita perché la ferita al collo è stata solo superficiale. Ma la consulenza medico-legale aveva attestato che il colpo aveva delle potenzialità mortali, vista la zona del corpo nella quale era stato inferto e per il tipo di arma utilizzata. Considerazioni che avevano orientato la Procura a contestare il tentato omicidio e che probabilmente hanno avuto un peso fondamentale anche nella decisione presa ieri dal Tribunale. I giudici hanno stabilito in 90 giorni il termine per il deposito delle motivazioni.