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Raddoppia il prezzo del carburante dei jet, allarme per i voli di Pasqua: rincari e tagli sulle tratte più lunghe – Cosa sta succedendo

Raddoppia il prezzo del carburante dei jet, allarme per i voli di Pasqua: rincari e tagli sulle tratte più lunghe – Cosa sta succedendo

La chiusura dello Stretto di Hormuz pesa sulle forniture e fa impennare il jet fuel. SAS annuncia 1.000 cancellazioni ad aprile, mentre le compagnie valutano aumenti e rimodulazioni delle rotte

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Roma Nel pieno delle prenotazioni per Pasqua, il trasporto aereo internazionale deve fare i conti con una nuova emergenza: la disponibilità di carburante per gli aerei. Alla base delle difficoltà c’è la chiusura prolungata dello Stretto di Hormuz, snodo decisivo per il passaggio di petrolio e prodotti raffinati, che sta comprimendo le forniture dirette verso Europa e Asia. Reuters riferisce che, con il protrarsi della crisi in Medio Oriente, i prezzi del jet fuel in Europa sono raddoppiati, mentre in Asia l’aumento ha sfiorato l’80 per cento.

Effetti immediati sulle compagnie

L’impatto non resta teorico. Scandinavian Airlines ha annunciato la cancellazione di circa 1.000 voli nel mese di aprile, spiegando che il costo del carburante per l’aviazione è salito in modo repentino nel giro di pochi giorni. Secondo Reuters, la compagnia aveva già eliminato alcune centinaia di collegamenti a marzo e ha iniziato ad aumentare i prezzi dei biglietti per contenere l’effetto dei rincari.

Le rotte più esposte

Il problema riguarda soprattutto i collegamenti più lunghi, quelli che richiedono una gestione del rifornimento più complessa e che risultano più vulnerabili agli squilibri del mercato energetico. In questo scenario, gli osservatori segnalano possibili ripercussioni sui voli tra Europa, Stati Uniti, Asia e Oceania. Le compagnie stanno studiando soluzioni operative, tra cui rotte alternative e una diversa pianificazione della capacità disponibile.

Prezzi più alti e domanda da gestire

L’associazione Airlines for Europe ha avvertito che la corsa del jet fuel rischia di trasferirsi direttamente sulle tariffe. I vettori europei, pur in parte protetti da coperture sul carburante, temono che se la crisi dovesse durare i margini si restringerebbero ulteriormente. Reuters riporta anche che alcune compagnie e analisti prevedono un possibile spostamento della domanda verso mete più vicine, con una riduzione dell’appeal dei viaggi intercontinentali proprio nel periodo festivo.

Una crisi che può andare oltre Pasqua

Le autorità e il settore seguono l’evoluzione con attenzione, perché il nodo non riguarda soltanto i bilanci delle compagnie ma l’intero sistema della mobilità aerea. Se l’emergenza non rientrerà in tempi rapidi, le conseguenze potrebbero estendersi anche alla programmazione estiva, con ulteriori pressioni sui prezzi e una maggiore instabilità operativa. Per chi ha già prenotato, il quadro suggerisce di monitorare con continuità gli aggiornamenti delle compagnie e le eventuali modifiche ai piani di volo.