La Nuova Ferrara

Game over

Ars et Labor, pari con il Pietracuta: il Mezzolara vince e vola a sei punti

Francesco Dondi
Ars et Labor, pari con il Pietracuta: il Mezzolara vince e vola a sei punti

Impalpabile prova dei biancazzurri, che rischiano addirittura di perdere

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Santarcangelo È durato sei giorni il sogno del popolo ferrarese di godersi un finale di campionato pirotecnico e pieno di ambizioni. Alla prova di maturità l’Ars et Labor fallisce miseramente, riproponendo la spocchia dei tempi passati quando alla squadra si contestava la supponenza di chi si sente più forte. E difatti contro il Pietracuta capita proprio così: una traversa dopo 55 secondi su zampata di Moretti forse illude e spegne l’ardore accumulato in settimana, ingannando la gente sugli spalti e soprattutto gli stessi undici in campo. Quella fiammata, infatti, rimane l’unico acuto del primo tempo e sotto sotto sa di illusione, della serie “a questi qua prima o poi facciamo gol”. E invece il Pietracuta si dimostra squadra arcigna che non regala niente; lasciamo perdere il fatto che la palla è più spesso per aria che a terra ma con quel campo non certo perfetto è il modo giusto per giocare, senza badare troppo all’estetica, ma anteponendo l’efficacia.

A ciò si può aggiungere anche la reazione del Mezzolara che in meno di un quarto d’ora manda un segnale molto chiaro a chi teorizzava il tracollo psicologico. Tre reti al Solarolo e tre punti in cassaforte senza fare alcuna fatica. A Santarcangelo quel risultato arriva pressochè in diretta e smussa l’animus pugnandi che ci si aspettava dai biancazzurri.

Il piano di gioco di mister Parlato doveva prevedere una partenza lanciata e di personalità, la traversa di Moretti si inserisce in questa chiave di lettura ma poi subentra il nulla cosmico. Malivojevic e Cozzari non incidono mai, Carbonaro è impalpabile a sinistra e Senigagliesi è più impegnato nelle lunghe rimesse laterali piuttosto che a puntare l’avversario. Da dietro non arriva alcun sostegno con Mazzali e Iglio bloccati a fare i terzini per dare copertura a Dall’Ara e soprattutto Casella, impegnati a fare sportellate con il mastodontico Osayande.

Primo tempo che corre via noioso e triste, pallacce alte, ribattute nella metà campo avversaria e qualche duello fisico che poco c’azzecca con chi ama il calcio giocato. Questa è l’Eccellenza, bellezza. Ce lo siamo ripetuti per una stagione intera ma a volte in via Copparo viene dimenticato, soprattutto quando si arriva da una prova galvanizzante come il successo con il Mezzolara, che aveva riacceso cuore, testa e animo della città e dello spogliatoio, nuovamente uniti per un unico obiettivo.

Il secondo tempo non è tanto meglio del primo e basterebbe dire che il portiere Amici non fa neppure una parata per descrivere la pochezza spallina. Dopo un paio di tiri sbilenchi di Carbonaro e Mazza, Parlato butta dentro anche Piccioni. È il 70’ ci si prepara all’assedio finale, qualcuno inizia a spingere sull’acceleratore perchè il Pietracuta è ormai in riserva atletica ma ecco il patatrac. Corre il minuto 85’, palla da dietro per Osayande in mezzo a sette maglie ferraresi, qualcuno rinvia a casaccio invece che giocarla in sicurezza e ripartire; Piccioni perde un mezzo duello aereo, Zannoni imbuca per Giacopetti che si inserisce centralmente (sempre in mezzo a quei sette) e addirittura la cicca di suola quel tanto che basta per ingannare Luciani, ormai proteso in tuffo. Vantaggio Pietracuta, campionato finito. Il gol in girata al volo di Piccioni (89’) su cross di Moretti da destra serve solo per le statistiche anche se al 93’ Dall’Ara ha la palla per riaprire il campionato: angolo di Mazza, la sfera arriva in area piccola ma la zampata del capitano va altissima da appena un paio di metri.