La Nuova Ferrara

Stelle e fatturato

Ferrara, più tutele per le recensioni online

Andrea Mainardi
Ferrara, più tutele per le recensioni online

Il nuovo decreto sulle Pmi porta novità importanti: tempi, verifiche sulla veridicità e obblighi per le piattaforme

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Ferrara Una volta le “stelle” più ricercate da alberghi e ristoranti erano le prestigiose “Michelin” in modo da poter comparire sulla celebre guida. Oggi per molte attività commerciali, invece, spesso a fare la differenza in termini di fatturato sono quelle legate alle recensioni sui portali più visitati come Tripadvisor, Google o The Fork.
 

Anche pochi decimi di punto possono orientare le decisioni dei clienti i quali, con pochi click, possono esaltare o danneggiare pesantemente il duro lavoro degli esercenti. Le recensioni negative false, vere o addirittura comprate, sono una piaga nei confronti della quale chi oggi ha un’attività ha pochissime armi per difendersi se non appellarsi ai controlli delle “big tech” che gestiscono i portali web, oppure cercare di limitare i danni gestendo al meglio possibile la propria comunicazione.
 

Il nuovo decreto legge sulle Pmi, varato anche dal Senato, annuncia importanti novità a difesa degli esercenti i quali potranno quantomeno contare su regole più chiare e recensioni che possano effettivamente definirsi come verificate.
 

Limite di tempo

Il primo aspetto riguarda i giorni che le persone avranno per fornire una recensione. Non dovranno infatti passarne più di trenta rispetto alla propria esperienza nel locale recensito, mentre finora alcuni portali consentivano la pubblicazione di un giudizio anche dopo che era passato un anno.
 

L’obiettivo della norma è quello di assicurare più attendibilità e veridicità riguardo all’esperienza vissuta dal cliente.

Autenticità

Le recensioni saranno valide se fornite da chi effettivamente ha usufruito del servizio e se pertinenti alle tipologie del prodotto consumato o alle caratteristiche della struttura frequentata. I giudizi, d’ora in avanti, non potranno essere influenzati da promesse di sconti o benefici che ne influenzerebbero l’imparzialità.

Qualora dovesse essere richiesto, la recensione sarà considerata autentica se corredata dal rilascio di documentazione fiscale coerente, come uno scontrino. Questa sarà una facoltà, non un’imposizione. Inoltre le recensioni possono essere oscurate dopo due anni dalla pubblicazione garantendo il diritto all’oblio.

Diritti e doveri

Queste nuove norme non imporranno alle piattaforme o ai motori di ricerca obblighi di monitoraggio specifico o rimozione automatica per quanto riguarda le recensioni false. Dovrà sempre esserci prima una segnalazione da parte della struttura recensita.

Questo vale anche per le recensioni più vecchie di due anni: tutto dovrà sempre passare da una richiesta dell’esercente. In ugual maniera, però, le piattaforme in questi casi dovranno essere obbligate ad intervenire.

I dati

Secondo il Centro studi del Mimit, le recensioni influenzano il 70% delle scelte nel settore della ristorazione, incidendo fino al 30% sul fatturato.

Le recensioni false crescono sempre di più, arrivando all’8,6% del totale, secondo il Transparency Report 2025 di Tripadvisor, e gli attuali sistemi di verifica non sembrano essere efficaci. Infatti il 66% dei consumatori incontra sul web recensioni false, mentre nel 64% dei siti analizzati non è possibile verificare la loro autenticità.

I nuovi provvedimenti legislativi si inseriscono dunque in quella che prima era una “terra di nessuno”, che si basava solo sulle regole di condotta di siti web o motori di ricerca le quali, spesso, non aiutavano l’esercente a mantenere il buon nome della propria attività difendendosi da giudizi “fake”.

Questi nuovi provvedimenti, quindi, portano un cambiamento chiesto da anni dalle associazioni di categoria. Una necessità impellente evidenziata anche dalla multa di 4 milioni di euro che l’Agcm ha inflitto al portale Trustpilot, contestando pratiche commerciali scorrette e una mancata verifica dell’autenticità di alcune recensioni.