La Nuova Ferrara

Il caso

Morti in ospedale ad Argenta: la Procura chiede il processo per l’infermiere

Daniele Oppo
Morti in ospedale ad Argenta: la Procura chiede il processo per l’infermiere

Il 25 sarà maggio davanti al giudice dell’udienza preliminare. Contestati numerosi reati tra cui maltrattamenti ai pazienti ricoverati ed esercizio abusivo della professione medica

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Argenta È fissata per il 25 maggio l’udienza preliminare in cui sarà discussa la richiesta di rinvio a giudizio della Procura di Ferrara per Matteo Nocera, l’infermiere accusato di aver provocato la morte di un paziente dell’ospedale di Argenta attraverso la somministrazione di Esmeron, un potente miorilassante utilizzato esclusivamente in ambito anestesiologico.

A Nocera vengono contestati numerosi altri reati: maltrattamenti ai danni di pazienti ricoverati, lesioni personali — in un caso giudicate gravi — esercizio abusivo della professione medica legato alla somministrazione di sedativi, falso in cartella clinica, truffa e falso.

Secondo gli inquirenti, inoltre, il titolo professionale presentato all’Ausl per ottenere l’assunzione — un diploma conseguito in Romania — sarebbe falso, da cui l’ulteriore accusa di esercizio abusivo della professione infermieristica.

«Siamo molto sereni e certi che la verità su questa vicenda non tarderà a venire a galla», è l’unico commento rilasciato dall’avvocato Lorenzo Valgimigli, difensore di Nocera.

L’infermiere si trova ai domiciliari, ma pende la decisione del tribunale del Riesame che, ribaltando l’ordinanza del gip, ha disposto il suo ritorno in carcere. La difesa ha ancora tempo per impugnare il provvedimento in Cassazione.

È stata invece stralciata – e verrà dunque trattata separatamentela posizione di una dottoressa, accusata di falso in cartella insieme a Nocera e di interruzione di pubblico servizio per averlo invitato a casa della madre durante l’orario di lavoro. La professionista è assistita dall’avvocata Maria Mezzogori.

La Procura aveva chiesto l’archiviazione per una seconda dottoressa indagata per episodi di falso, poi risultata estranea ai fatti.

Secondo la ricostruzione dei carabinieri del Nucleo investigativo e del Nas di Bologna, coordinati dalla pm Barbara Cavallo, Nocera avrebbe causato la morte di Antonio Rivola, anziano deceduto il 5 settembre 2024, tramite la somministrazione di Esmeron, un farmaco a base di bromuro di rocuronio utilizzato in anestesia generale per favorire l’intubazione e impiegato anche in terapia intensiva. La sua somministrazione è riservata a medici altamente esperti.

All’infermiere vengono contestati anche maltrattamenti e somministrazioni non autorizzate di farmaci pericolosi — Midazolam, Haldol o Naloxone — ai pazienti della Lungodegenza. Avrebbe inoltre sottoposto alcuni ricoverati a procedure invasive e umilianti, in un caso assimilabili a un intervento chirurgico, da cui l’accusa di lesioni gravi.

Sotto esame è infine la sua abilitazione professionale, che secondo le indagini non sarebbe mai stata realmente conseguita: Nocera avrebbe presentato un falso titolo acquisito in Romania e sarebbe riuscito a farlo riconoscere dal ministero della Salute per ottenere l’assunzione da parte dell’Asl ferrarese.

Alcune delle persone offese individuate sono assistite dall’avvocato Norberto Quieti, legale della società di risarcimento danni Giesse.

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