Ferrara, morte sospetta in una clinica: 9 sanitari indagati
Inchiesta per la morte di un uomo di 88 anni, disposta l’autopsia
Ferrara La Procura di Ferrara ha iscritto nel registro degli indagati nove sanitari di una struttura privata della città per l’ipotesi di reato di omicidio colposo, in relazione a un presunto caso di colpa medica.
Il fatto al centro dell’indagine è la morte di un paziente di 88 anni, deceduto dopo otto giorni di ricovero.
L’indagine è scaturita da un esposto presentato dai familiari dell’anziano.
Da quanto si è appreso, l’uomo presentava un quadro di disagio psichico ed era stato visitato all’ospedale del Delta di Lagosanto. In quella sede i sanitari avrebbero suggerito un ricovero per effettuare ulteriori accertamenti su eventuali altre patologie. Il paziente è stato quindi trasferito in una struttura privata della città.
Nel giro di pochi giorni le sue condizioni fisiche sarebbero rapidamente peggiorate, fino al decesso, avvenuto il 15 marzo scorso.
Al momento non è possibile stabilire con certezza cosa sia accaduto. Per questo, dopo aver ricevuto l’esposto, la Procura ha disposto una serie di approfondimenti per accertare la correttezza e l’adeguatezza del trattamento sanitario adottato nei confronti dell’anziano e verificare se vi sia un eventuale nesso causale con la morte del paziente.
A tal fine il sostituto procuratore Andrea Maggioni, titolare del fascicolo, ha conferito l’incarico per eseguire l’autopsia e gli altri accertamenti alla medica legale Sindi Visentin, che ha chiesto 60 giorni di tempo per completare le operazioni.
I nove sanitari indagati sono difesi dagli avvocati Gian Lugi Pieraccini, Marco Linguerri, Gianni Ricciut, Andrea Martinelli, Guido Menarini e Tommaso Valente. «Siamo in attesa dei primi riscontri dell’autopsia per poter fare delle valutazioni», spiega l’avvocato Linguerri. I loro consulenti sono i medici legali Roberto Agostu, Mauro Martini e Matteo Tudini.
I familiari dell’anziano sono invece assistiti dall’avvocata Fiorella Shane Arveda, che ha nominato come consulente di parte Valentina Bugelli, professoressa di medicina legale all’Università di Parma.
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