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Ferrara, Marilyn Manson e le suore: niente convento per il “Reverendo”

Samuele Govoni
Ferrara, Marilyn Manson e le suore: niente convento per il “Reverendo”

Dall’accoglienza degli artisti al supporto negato al Summer Festival: ecco cosa è successo

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Ferrara Marilyn Manson l’11 luglio salirà sul palco di piazza Ariostea per l’edizione 2026 del Ferrara Summer Festival. Una data che è vicina al sold out e della quale nelle ultime 48 ore si è parlato un po’ in tutta Italia. A fare scalpore è stata una frase pronunciata dal sindaco Alan Fabbri che, parlando dell’evento, ha dichiarato che Marilyn Manson sarebbe stato “ospitato in convento dalle suore”. La notizia, visto il personaggio, ha rapidamente fatto il giro di giornali e social, trasformandosi in un piccolo caso.

Il retroscena

In realtà, il riferimento del sindaco riguardava un’usanza consolidata: da anni, durante i concerti in piazza Ariostea, gli spazi del convento delle suore di San Vincenzo vengono utilizzati come area backstage per gli artisti. Non un alloggio in senso stretto, quindi, ma un supporto logistico. Lo stesso Fabbri, in un post pubblicato stamane (23 aprile), ha precisato: “A cuor leggero ho dichiarato alla stampa una particolare verità sul concerto di Marilyn Manson. Tutti gli anni, in piazza Ariostea, gli artisti hanno potuto riposare (anche gli Slipknot) — prima dell'esibizione — nel backstage del palco, che per l’occasione è sempre stato il convento delle suore di San Vincenzo”. Nessun pernotto dunque per il “Reverendo Manson” nel convento.

Le polemiche

Il tam tam delle ultime ore ha avuto però conseguenze concrete. Nel post, infatti, il primo cittadino ha comunicato che proprio a seguito dell’attenzione generata dalla notizia, le suore avrebbero deciso di fare un passo indietro: “Purtroppo, dopo tutta questa attenzione mediatica sulla notizia, le suore hanno comunicato di aver ricevuto ordini dall’alto, quindi immagino dalla Curia – con cui non posso dire di avere ottimi rapporti - di ritirarsi dal supporto per tutto il Ferrara Summer Festival e non solo per il concerto di Marilyn Manson”.

Fabbri non ha nascosto il rammarico, ringraziando le religiose per la collaborazione degli anni passati, ma ha anche colto l’occasione per una riflessione più ampia, dai toni quasi simbolici: “Permettetemi però una riflessione: nella mia idea di Chiesa, quando ci si trova di fronte a quella che, nel linguaggio ecclesiastico, potrebbe essere definita una ‘pecorella smarrita’, a maggior ragione bisognerebbe cercare il dialogo e accoglierla”.

Soluzioni

Nel frattempo, il Comune si è già attivato per trovare una soluzione alternativa: “Siamo già al lavoro per trovare una nuova struttura. Peccato, questa sarebbe stata davvero una bella immagine e storia da raccontare”.