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Lo scontro

Ferrara Summer Festival, caso Marilyn Manson: l’Arcidiocesi risponde a Fabbri

Ferrara Summer Festival, caso Marilyn Manson: l’Arcidiocesi risponde a Fabbri

Le suore, il supporto negato e gli “ordini dall’alto”: la risposta al post del sindaco

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Ferrara Non si è fatta attendere la risposta dell’Arcidiocesi di Ferrara-Comacchio al sindaco Alan Fabbri. In un post il primo cittadino aveva spiegato come, a seguito del “caso Manson”, le suore avessero deciso di interrompere la collaborazione (supporto logistico) con il Ferrara Summer Festival. Marilyn Manson è noto per la sua estetica provocatoria e per spettacoli che negli anni hanno spesso suscitato polemiche, in particolare in ambienti religiosi e conservatori.

Nel post Fabbri scrive: “Purtroppo, dopo tutta questa attenzione mediatica sulla notizia, le suore hanno comunicato di aver ricevuto ordini dall’alto, quindi immagino dalla Curia – con cui non posso dire di avere ottimi rapporti – di ritirarsi dal supporto per tutto il Ferrara Summer Festival e non solo per il concerto di Marilyn Manson”.

La risposta

L’Arcidiocesi però ha voluto precisare la situazione. “Apprendendo dai social che il sindaco Alan Fabbri “immagina” la Curia dietro le decisioni delle Suore della Carità - che hanno negato l’accoglienza degli artisti del “Ferrara Summer Festival” nelle loro strutture di piazza Ariostea -, la Diocesi di Ferrara-Comacchio desidera esprimere sconcerto e indignazione, per l'assenza di rispetto delle Istituzioni e, peggio ancora, per il "coraggio" di fare affermazioni senza alcun riscontro. Si suppone che il sindaco lo abbia fatto "a cuor leggero", allo stesso modo con cui ha fatto scoppiare questo caso. Nella vicenda specifica, la Diocesi - e tutti possono constatarlo - non solo non c'entra, ma non ha proferito parola. Le Suore sono perfettamente in grado, all'interno del loro Ordine e con i "loro" Superiori, di decidere per se stesse”, si legge nel comunicato.

E ancora: “Ci si dovrebbe informare prima di parlare, senza indicare immediatamente come nemici i cittadini e le Istituzioni, che hanno comunque tutto il diritto-dovere di esprimere una visione diversa dalla sua sulla società e sulla città. Siamo in democrazia non in guerra, almeno noi”. Infine, entrando nel merito dell’artista ospite, ha concluso: “Per quanto riguarda la decisione di organizzare il concerto di Marilyn Manson, è evidente che non la si ritiene una scelta che possa far crescere i nostri giovani e la nostra città ma, al contrario, contribuisce a incrementare una visione distorta delle relazioni umane e della ricerca del sacro”.