Argenta, arriva la chiamata dai carabinieri ma è una truffa da 18mila euro: che fa flop
I malviventi hanno clonato il numero della stazione dei carabinieri, sostenendo di star svolgendo un’indagine per smascherare due impiegate della banca che trufferebbero i clienti
Argenta Pur di apparire convincenti e credibili, i truffatori telefonici le inventano di tutti i colori. Ma arrivare a telefonare facendo apparire sul display il numero fisso della caserma dei carabinieri di Argenta, in 35 anni, non era mai successo. Addirittura, per truffare il malcapitato, il malvivente ha dapprima chiuso la telefonata e un istante dopo ha richiamato “con” il numero fisso della Questura di Ferrara, dicendo: «Lei ha ricevuto una chiamata dai carabinieri di Argenta che noi, come Polizia di Stato, confermiamo perché c’è un’indagine in corso riguardante due dipendenti della banca che truffano i cittadini e le chiediamo di collaborare».
La dinamica
C’è da chiedersi chi non ci avrebbe creduto di fronte a cotanta fantasia dell’individuo con accento campano dall’altro capo del telefono. A raccontare quanto accaduto è la stessa persona che ha ricevuto le chiamate. «Alcuni giorni fa – ci racconta – mia moglie, sul suo cellulare, riceve una chiamata con una voce che dice: “Siamo i carabinieri di Argenta: le passo il comandante”. Mia moglie mi passa il telefonino e vedo che, in effetti, compare il numero fisso che io conosco, anche se sotto è scritto “Spam”. Mi dicono che stanno svolgendo un’indagine – prosegue il racconto – e che avevano bisogno della collaborazione per smascherare due impiegate della banca che trufferebbero i clienti».
Sicuro che fosse il numero della stazione di Argenta? «Certo, lo conosco bene». Chiude la chiamata e un istante dopo arriva quella dalla (in apparenza) questura di Ferrara: «Mi dicono che c’è una collaborazione fra carabinieri e Polizia per l’indagine. Io ascolto finché mi viene chiesto di andare in banca con il telefonino acceso, portandomi un foglio e una penna». Davanti alla banca, «mi viene dettato un numero di iban che io non scrivo ed entro facendo notare alla vicedirettrice, che conosco, che dall’altro capo del telefono ho un truffatore che vuole che io versi su quel numero 18.000 euro con un bonifico istantaneo». Un espediente per far intervenire i carabinieri che ha avuto effetto: «Forse mi hanno visto o chissà perché, improvvisamente ha chiuso la telefonata. Poi sono tornato a casa e ho chiamato la stazione dei carabinieri dicendo che era appena avvenuta una tentata truffa. È venuto il nuovo comandante al quale, scherzando, ho chiesto: “Siete quelli veri?”».
Attenzione
Il maresciallo, dopo aver spiegato il motivo della battuta, ha verificato sul cellulare di mia moglie che si trattava davvero del numero della caserma, chiamando direttamente con lo stesso telefonino: guarda caso ha risposto il militare di servizio. Quando si è accorto che era in corso la truffa? «Quando mi dettava l’Iban e spiegava che, dopo il versamento, sarei dovuto andare in caserma con il tagliando del bonifico istantaneo da 18.000 euro. Mi chiedo – conclude – se questa tentata truffa fosse stata indirizzata a un anziano, cosa sarebbe successo?». Già, non c’è limite alla fantasia dei truffatori telefonici, però questa volta hanno trovato qualcuno più scaltro di loro, il quale non c’è cascato.
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