La Nuova Ferrara

Ue, ricerca Socialcom: fiducia in istituzioni europee può crescere ma norme e burocrazia restano un punto debole

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Bruxelles, 7 mag. (Adnkronos) - L’Europa suscita ancora timore quando è associata a regolamenti e burocrazia, ma il Made in Europe ha la capacità di fare immedesimare i cittadini: è la prima iniziativa capace di trasformare la percezione dell’Ue da “regolatore ostile” a “scudo dell’industria continentale", suscitando il 65,6% di sentiment positivo solo in Italia. È quanto è emerso ieri dalla presentazione della ricerca SocialCom, realizzata con la piattaforma SocialData, tenutasi al Parlamento Europeo di Bruxelles durante l’evento “L’Europa vista dagli italiani: speranze e incertezze sul Made in Europe”. “Questa ricerca che ci dà uno spaccato diverso da quello che ci dà la sondaggistica tradizionale, ci dà la possibilità di avere un quadro e di dire che la politica e l'informazione possono avere un atteggiamento di forza ma anche di correttezza estrema rispetto alla qualità dell'informazione che viene data", conclude”, ha commentato la vicepresidente del Parlamento Europeo Antonella Sberna durante i saluti istituzionali.   “Leggiamo che l'87% delle conversazioni delle cittadine e dei cittadini europei sull'Unione Europea è negativo. Per chi come noi lavora ogni giorno per provare a colmare questa distanza che esiste tra le istituzioni europee e i cittadini è un dato abbastanza impressionante”, ha detto la Vicepresidente del Parlamento Europeo Pina Picerno durante i saluti istituzionali. “Ma quando gli italiani smettono di parlare dell'Unione Europea come una macchina burocratica e cominciano a parlare, per esempio, di made in Europe, il sentimento si ribalta. Il 66% diventa positivo, per il 57% dei cittadini europei è positivo. E questo è un messaggio politico che racconta un fatto molto semplice: i cittadini non è che ce l'hanno con l'Europa, ce l'hanno con un'Unione che dà l'idea di essere lì per complicargli la vita”.   Il settore agroalimentare, in particolare, è stato al centro del dibattito tra gli eurodeputati, che commentando la ricerca hanno sottolineato come l’Europa delle norme troppo rigide susciti scontento e disamore, oltre ad arrecare danni alla nostra economia. “Dobbiamo rafforzare la competitività anche in agricoltura, con una sua filiera che parte dalla terra per arrivare alla trasformazione, alla commercializzazione e alla creazione di un prodotto di eccellenza che possa arrivare sulle tavole del mondo”, ha commentato l’eurodeputato di Forza Italia Marco Falcone. “Le eccellenze del Made in Europe oggi possono essere esportate nel mondo; malgrado i dazi, il prodotto agricolo fatto in Europa riesce comunque ad affermarsi nel mondo”.   “Occorre continuare a credere nella Politica agricola comune, uno dei fondamenti della nascita dell’Unione europea, ma anche vigilare sulle nuove politiche fiscali europee, a partire dal sistema delle accise, affinché non penalizzino il comparto agricolo”, ha detto l’eurodeputato di Fratelli d’Italia Francesco Ventola intervenendo al dibattito. “Riflettendo sulle proposte della Commissione europea, Ventola richiama l’attenzione sulle “valutazioni in corso” sul nuovo sistema delle accise, citando in particolare il settore del tabacco, dossier di cui si sta occupando direttamente. Il rischio, sottolinea, è che il percorso individuato “non crei le condizioni di lavoro per i nostri agricoltori, soprattutto per alcuni comparti della nostra Italia”, limitando anche le prospettive occupazionali lungo la filiera. “Che alcuni prodotti possano fare male alla salute umana non lo deve dire l'Unione Europea, lo sanno gli italiani ben più di quanto possa saperlo chi vive al di fuori. È importante che ci sia un approccio scientifico, che non vengano trattate sullo stesso piano delle situazioni che sono profondamente diverse”, così anche l’eurodeputato di Fratelli d’Italia Ruggero Razza a margine dell’evento, a proposito delle proposte di direttive UE. “Per questo serve un approccio scientifico che garantisca le differenze. Un approccio ideologico che magari viene utilizzato per penalizzare grandi investimenti che ci sono nel nostro paese ci vedrà fortemente contrari”.   “La ricerca che abbiamo presentato oggi dimostra chiaramente che l'Europa è un tema centrale sia per i cittadini italiani che per i cittadini europei. C'è tanta critica ma anche tanta speranza” ha detto Luca Ferlaino, Presidente di SocialCom, commentando i dati della ricerca. “Le accise, gli eccessi di regolamentazioni, le politiche green spaventano i consumatori e i cittadini europei, ma il Made in Europe e la risposta europea alle sfide che il mondo globale ci porta, anche sui social, emerge con forza. E questa è la cosa che maggiormente mi lascia sperare.”   Al dibattito hanno partecipato, oltre alle Vicepresidenti del Parlamento Europeo Pina Picierno e Antonella Sberna, la giornalista de “Il Giornale” Hoara Borselli, il direttore de “Il Foglio” Claudio Cerasa, il direttore dell’Adnkronos Davide Desario, il direttore del “Fatto Quotidiano” Peter Gomez; a moderare il giornalista Rai Donato Bendicenti.