La Nuova Ferrara

Stato d’agitazione

Sciopero della scuola, la protesta a Ferrara: «Blocchiamo la riforma dei tecnici»

Andrea Mainardi
Sciopero della scuola, la protesta a Ferrara: «Blocchiamo la riforma dei tecnici»

I tagli agli organici preoccupano la Cgil che si mobilita ma il centrodestra replica: «Letture parziali»

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Ferrara Scetticismi, scioperi e dubbi hanno caratterizzato ieri, giovedì 7 maggio (e non solo) il mondo della scuola in quella che è stata una giornata di proteste ed agitazioni. I temi sono complessi: personale precario, tagli all’insegnamento e la discussa riforma degli istituti tecnici.

Proprio da quest’ultimo aspetto partono le considerazioni del segretario di Flc Cgil Michele Feletti che ieri, assieme a studenti e lavoratori, ha manifestato davanti alla sede dell’Ufficio Scolastico di Ferrara in via Madama. «Vogliamo bloccare questa riforma – spiega Feletti –. Serve una discussione più attenta per quanto riguarda ciò che questa porta ovvero la perdita del valore legale del titolo di studio, perdite di organico ed il taglio di diverse discipline. Questo anche a favore dell’impresa che interviene direttamente nel percorso pedagogico degli alunni. Per ora la riforma non porta a perdite di organico ma tutto è comunque rimandato all’inizio del terzo anno per quanto riguarda l’istituto tecnico. Le note ministeriali sottraggono posti di lavoro al primo ciclo di istruzione come infanzia, primaria e secondaria di primo grado».

Le testimonianze

Presente al presidio anche l’insegnante e consigliere comunale Pd Davide Nanni: «Da dieci anni insegno anche in istituti tecnico-professionali ed il quadro è diventato sempre più avvilente. La situazione è peggiorata anche perché c’è stato un progressivo disinteresse nei confronti della didattica e degli investimenti. C’è sempre più precariato ed ora inizieranno i tagli dei posti veri e propri. L’ultima “chicca” è la riforma degli istituti tecnico-professionali che non fornisce nessuna reale prospettiva di crescita ai ragazzi».

Uno sguardo al mondo reale della scuola viene fornito poi da Ginevra Meneghetti, Chiara Parolini, Leonarda Mazzetti, studentesse del liceo Roiti facenti parte di Rete Studenti Medi di Ferrara. «Ci siamo rese conto – raccontano – che con il ministro Valditara sono state fatte riforme ingiuste nei confronti degli studenti. Anche per gli insegnanti sta diventando difficile mentre noi studenti siamo sempre più spronati ad avere conoscenze invece di competenze. La formazione scuola-lavoro inoltre non ci permette di avere rappresentanza sindacale. Al liceo svolgiamo i Pcto (Percorsi per le Competenze Trasversali e per l’Orientamento) ma sono esperienze che non ci formano in alcun modo per il mondo del lavoro». «I professori – concludono – sono sempre più sottopagati e sfruttati, la qualità dell’insegnamento si abbassa». 

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