Il questore di Ferrara Falvella via dopo sei mesi. In arrivo Luigi Silipo da Viterbo
Improvviso cambio al vertice a Palazzo Camerini dopo soli sei mesi. Martedì ci sarà la partenza
Ferrara Uno scossone nella Questura di Ferrara. Dopo appena sei mesi dall’insediamento, il questore Nicola Falvella lascia l’incarico. Già dal prossimo martedì è previsto che abbandoni la sede estense e rimarrà a disposizione per un futuro incarico, che ancora non risulta definito.
Al suo posto dovrebbe arrivare l’attuale questore di Viterbo, Luigi Silipo.
Secondo le fonti che hanno parlato con La Nuova in condizioni di anonimato, al di là delle motivazioni ufficiali, pare che dietro l’addio di Falvella, molto attivo nei suoi pochi mesi a Ferrara nel girare la provincia e incontrare tutti i sindaci del territorio, vi si sia qualche screzio di troppo anche a livello istituzionale.
Il percorso
Prima di arrivare a Ferrara, Falvella era stato questore a Pavia e prima ancora aveva l’incarico di esperto per la sicurezza e direttore dell’Ufficio di coordinamento della rete degli esperti e ufficiali di collegamento delle forze di polizia italiane presenti nei Paesi dell’Europa occidentale e dell’Africa nord-occidentale, con sede a Parigi. La sua carriera è stata improntata a incarichi afferenti la lotta al terrorismo sia nazionale che internazionale e alla cooperazione internazionale tra le forze di polizia.
Aveva preso il posto di Salvatore Calabrese, che a Ferrara era rimasto per circa quattro anni, quelli del post Covid, dall’ottobre del 2021, e che poi era stato chiamato a prestare servizio a Roma, all'Agenzia nazionale per l'amministrazione e la destinazione dei beni sequestrati.
Chi dovrebbe arrivare
Secondo quanto appreso da La Nuova, al posto di Falvella dovrebbe arrivare Luigi Silipo, 57 anni, attualmente questore di Viterbo. Dal curriculum che è possibile consultare online, Silpo è un dirigente di grandissima esperienza operativa in vari contesti molto difficili.
A Reggio Calabria è stato vice dirigente del Reparto Mobile e dal 1999 ha diretto per 10 anni dapprima la Sezione Antiracket, quindi la Sezione Criminalità Organizzata, fino a ricoprire l’incarico di vice dirigente della stessa Squadra Mobile. Sempre scorrendo il curriculum pubblico, si legge che è stato attivo nella cattura di latitanti di massima pericolosità delle cosche di ‘ndrangheta De Stefano, Alvaro, Pelle, Cordì, Cataldo e numerose operazioni che consentono di disarticolare le più importanti ‘ndrine del reggino. Tra tutte, le indagini sull’omicidio del vice presidente del Consiglio regionale Franco Fortugno, le indagini sulla faida di San Luca tra le cosche Nirta/Strangio e Pelle/Vottari, la strage di Duisburg e la cosidetta operazione “Il Crimine”, che ha permesso di ricostruire la struttura e l’organizzazione della ’ndrangheta a livello mondiale, individuando “locali” anche in Australia e Canada. Ha diretto poi le Squadre mobili di Torino e Roma dove ha condotto altre importanti operazioni.
Prima di Viterbo, dal 2023 al 2024 era stato questore di Macerata.
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