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Ferrara, Premio Estense: chi sono i quattro finalisti e di che libri si tratta

Ferrara,  Premio Estense: chi sono i quattro finalisti e di che libri si tratta

Da Garibaldi alla mafia albanese a Roma, passando per la guerra e le fragilità della democrazia

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Ferrara Il poker d’assi, i finalisti del Premio Estense, sono Gianluca Di Feo, Nello Trocchia, Tonia Mastrobuoni e Virman Cusenza. Stamane, 28 maggio, c’è stata l’ufficializzazione del quartetto scelto dalla giuria, sabato 26 settembre al Teatro Comunale Claudio Abbado di Ferrara si svolgerà la cerimonia conclusiva dell’edizione 2026 con la proclamazione del vincitore, la consegna dell’Aquila d’Oro e della Colubrina d’Argento al vincitore del Granzotto, che quest’anno andrà alla giornalista Monica Maggioni.

I quattro finalisti

Gianluca Di Feo corre con “Il cielo sporco. Come la guerra dei droni e dell'intelligenza artificiale cambierà il mondo” (ed. Guanda). «Cielo sporco» è il modo in cui i soldati ucraini chiamano l'affollamento dei droni volanti sul campo di battaglia. Questo libro fa capire come si sia arrivati alla situazione attuale, a partire dai Predator, gli antesignani dei droni utilizzati nel 2001 per la Guerra al Terrore, fino all’America di Donald Trump e al suo sogno distopico di una Golden Dome ipertecnologica capace di tenere al sicuro il paese da qualsiasi tipo di attacco.

Nello Trocchia in gara con “Invincibili. La mafia albanese da Roma alla conquista del mondo” (ed. Rizzoli). Dopo i Casamonica Trocchia torna a raccontare in una grande inchiesta gli intrecci e la parabola di una mafia che da Roma è diventata una potenza economica e finanziaria a livello internazionale, e ne insegue i più feroci protagonisti in un'ascesa che sembra inarrestabile.

Tonia Mastrobuoni con “La peste” (ed. Rizzoli) l’autrice accompagna il lettore in un viaggio disturbante nel cuore di una democrazia che si scopre vulnerabile. Un avvertimento lucido, documentato, urgente: se sta succedendo in Germania, può accadere ovunque. Un’inchiesta sul volto nascosto dell’estrema destra tedesca: dalle fattorie neonaziste alla radicalizzazione dell’AfD.

Virman Cusenza è in finale con “L'altro Garibaldi. I «Diari» di Caprera”. Qui la zappa e la spada si alternano, rivelando un Garibaldi contadino, imprenditore, allevatore. Ne emerge una figura lontana dagli stereotipi: non l’icona contesa e spesso strumentalizzata da ideologie opposte, bensì un uomo capace di passioni, errori, desideri e amicizie. Un uomo cosmopolita e visionario, con la testa già rivolta al secolo successivo.

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