Esplosione con perdita di sostanze chimiche: la maxiemergenza simulata a Mirandola
Nell’azienda biomedicale Livanova in scena la rappresentazione di un incidente con 118, volontari, strutture ospedaliere, vigili del fuoco, forze dell’ordine e Igiene pubblica
MIRANDOLA. In una giornata lavorativa lo stabilimento Livanova, una delle aziende di riferimento del distretto biomedicale di Mirandola, si trasforma in uno scenario di simulazione di maxiemergenza: nel corso di una fase di sterilizzazione all’interno dell’area produttiva, si verifica una perdita accidentale di sostanze chimiche che provoca un’esplosione, coinvolgendo più edifici dello stabilimento. Uno scenario, questo, fortunatamente solo simulato.
L’esercitazione
Si è svolta infatti questa mattina l’esercitazione interprovinciale “Charlie Echo 2026”, una complessa simulazione che ha coinvolto tutto il sistema dell’emergenza facente capo al dipartimento interaziendale dell’Emergenza Urgenza di Modena (Dieu), a partire dalla Centrale Operativa 118 Emilia Est di Bologna, fino ai mezzi delle Aziende sanitarie di Modena (Set118), Bologna e Imola e del volontariato, le strutture ospedaliere, i vigili del fuoco, le forze dell’ordine e il servizio di Igiene pubblica.
La maxiemergenza
Per dare modo ai vari operatori di esercitarsi in maniera il più possibile realistica i pazienti, truccati dai volontari delle associazioni del soccorso secondo la tipologia di ferite previste dall’esercitazione, sono stati distribuiti su diverse aree operative, con una complessità crescente legata sia alla dinamica dell’evento sia alla difficoltà di riconoscimento dei soggetti contaminati. Parte dei feriti ha simulato sintomi compatibili con esposizione a sostanze tossiche. L’intervento si è sviluppato secondo il modello della piccola e grande “noria” per la gestione delle maxiemergenze. Il sistema ha inoltre integrato una simulazione di invio dei casi chirurgici verso le Sale operatorie e la Terapia intensiva dell’ospedale civile di Baggiovara riproducendo i percorsi reali e i tempi di gestione tipici della rete ospedaliera.
I commenti
«Formazione reiterata, integrazione, coordinamento – osservano le direzioni delle Aziende sanitarie modenesi –. Sono queste le parole chiave del nostro sistema di emergenza-urgenza. Eventi di incidente maggiore o maxiemergenza sono fortunatamente molto rari, anche se la storia, recente e meno recente, ce ne ha fornito diversi esempi drammatici, non ultimo quanto accaduto in centro a Modena lo scorso 16 maggio, ma anche alluvioni, terremoti, incidenti sulle nostre strade e autostrade. Indispensabile quindi addestrare il sistema, nella sua complessa articolazione ma anche nella sua necessità di integrazione organizzativa ed operativa». «Ringrazio tutti i soggetti coinvolti nell'organizzazione di questa importante esercitazione e, in particolare, Livanova, che ancora una volta dimostra una forte attenzione al territorio e una concreta collaborazione con istituzioni, sistema dell'emergenza-urgenza, associazioni e volontariato» commenta Letizia Budri, sindaco di Mirandola.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli La Nuova Ferrara per le tue notizie su Google