Ferrara, la Soprintendenza su Piazza Ariostea: «Via gazebo e divisori dal portico»
Lettera al Comune, critiche e dubbi sugli ampliamenti dell’area tecnica: allestimenti totalmente incoerenti con quanto autorizzato
Ferrara Gazebo e divisori da smontare entro tre giorni. E dubbi anche sull’ampliamento dell’area tecnica in piazza Ariostea.
La Soprintendenza ordina all’organizzazione del Ferrara Summer Festival, tramite il Comune, il disallestimento delle strutture installate sotto il portico di Palazzo Rondinelli, in piazza Ariostea. Strutture per le quali non era stata rilasciata autorizzazione, nonostante una richiesta integrativa presentata dal Comune e criticata dalla stessa Soprintendenza, che nella nota contesta anche il percorso seguito da Palazzo Municipale.
L’autorizzazione originaria prevedeva infatti l’utilizzo del portico soltanto nelle serate dei concerti e limitatamente a 22 tavoli con panche, così da preservarne la libera fruizione pubblica durante le restanti giornate della manifestazione. Lo stop è arrivato martedì con una nota firmata dalla soprintendente Eugenia Valacchi e indirizzata al sindaco Alan Fabbri e al Servizio commercio del Comune di Ferrara. A segnalare che l’allestimento andava oltre quanto autorizzato sono stati ancora una volta i residenti che, tramite l’avvocato Francesco Vinci, hanno inviato due note: la prima il 3 giugno — alla quale è seguito il giorno successivo un sopralluogo di un architetto del ministero — e la seconda il 9 giugno.
Secondo l’organo del ministero della Cultura, «l’allestimento già realizzato nel portico» risulta «totalmente incoerente con quanto prescritto e con le esigenze di tutela e fruizione del bene culturale interessato». Nella nota si afferma che potrà essere valutato un uso esclusivamente temporaneo del sottoportico. La Soprintendenza autorizza quindi soltanto l’installazione di «22 tavoli con panche che dovranno essere montati e smontati ad ogni spettacolo» e depositati «in area non visibile dalla pubblica via e non fruibile dal pubblico».
Prescrive inoltre che «nessuna struttura dovrà essere agganciata/appoggiata alle strutture del palazzo» e ordina che tutte le altre installazioni «siano tempestivamente smontate entro tre giorni». In caso contrario, avverte, saranno adottate «le misure di competenza» previste per il rispetto della prescrizione.
La Soprintendenza definisce «non affatto condivisibili» le «modifiche in aumento previste nell’integrazione» presentata «a pochi giorni dall’inizio dell’allestimento», richiamando «l’impatto generale di tale evento nei tempi e nei modi» e la necessità di rispettare «la coerenza anche procedurale di tale autorizzazione». Ciò sembra tradursi anche nella mancata autorizzazione per ulteriori strutture “allargate” per le quali il Comune aveva presentato un’integrazione il 20 maggio (e correggendo in autonomia anche la propria autorizzazione l’8 giugno), che comprendono torrette, volumi del palco, production truck, cella frigo, area bar, ecc.
Il tutto, a pochi giorni dall’esposto in Procura sul caso dell’autorizzazione all’occupazione di suolo pubblico concessa dal Comune il 2 giugno, un giorno prima di quello originariamente fissato, e con il giallo dell’orario in cui il via libera è stato concesso: prima o mentre la Polizia locale stava effettuando i controlli, dopo una richiesta di verifica da parte dei residenti?
Sabato intanto prenderà il via il Festival con il concerto degli A Perfect Circle.
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