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Sanità

Ferrara, apre il nuovo ospedale di comunità: arrivano 20 posti letto in centro città

Marco Nagliati
Ferrara, apre il nuovo ospedale di comunità: arrivano 20 posti letto in centro città

Apre ufficialmente le porte l’Os.Co. alla Cittadella San Rocco: una sede rinnovata, più ampia e con più servizi dedicati ai pazienti e al personale medico e infermieristico

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Ferrara In un tempo neppure troppo lontano era l’Arcispedale S. Anna, adesso è la Casa della comunità “Cittadella San Rocco”: un anello di quasi 55mila metri quadri nel cuore di Ferrara (l’ingresso è da corso Giovecca). Di certo da sempre accompagna la vita dei cittadini, rimanendone un luogo che ha profondamente inciso lo scorrere del tempo della “nostra” storia. Col trasferimento dell’ospedale a Cona la struttura sembrava persa nella nebbia dei ricordi, sepolta dalla sabbia dell’incuria. Invece da qualche anno è avviata una complessa e variegata operazione recupero, ieri pomeriggio ulteriormente valorizzata dall’inaugurazione dell’Os.Co. (ospedale di comunità) costruito nel padiglione 35.

Servizi di prossimità

Un ulteriore passo avanti con 32 milioni di euro intercettati (10 milioni attraverso il Pnrr; 18 provenienti dallo Stato e 4 dalla Regione) che rende la Cittadella un presidio per il territorio. Garantisce servizi di prossimità. Già sono attivi il Cau (centro assistenza urgenza con 22mila accessi nel 2025), è attiva la sede del 118; poi erogazione farmaci, Urp e punto informativo, servizi sociali, diabetologia, centro dialisi, due medicine di gruppo e poliambulatori, screening oncologico, centro prelievi e radiologia, neurologia, oculistica e odontoiatria. E ancora: salute mentale, dietistica e nutrizionistica.

Nicoletta Natalini, direttrice generale azienda ospedaliera e Usl, snocciola servizi e numeri con tono fermo e ficcante: «Abbiamo fornito quasi un milione e mezzo di prestazioni, con 60mila visite e 36mila prestazioni di diagnostica. Ora la novità dell’ospedale di comunità: stiamo restituendo un cuore pulsante per attività diurne e ambulatoriali». In futuro verrà attivata la residenza psichiatrica “La Luna”, nasceranno un’area di vaccinazione e un centro disturbi da comportamento alimentare. Arricchimento su arricchimento.

I commenti

Presente all’inaugurazione dell’Os.Co. anche Massimo Fabi, assessore alle politiche per la salute della Regione: «Noi dobbiamo semplicemente creare le condizioni adeguate per realizzare le opere. Ascoltare le persone è elemento fondante della nostra missione». Ha aggiunto il capogruppo Pd Paolo Calvano: «Questa apertura conferma l’attenzione della Regione Emilia-Romagna verso il comparto sanitario e assistenziale». Orgogliosi, e un tantino emozionati, i medici e gli infermieri che opereranno nell’Os.Co. Per tutti parlano Luigi Rotunno (medico di Medicina generale) e Michela Trapella (responsabile assistenziale): «Questa opera è importante, un grandissimo servizio per la città. Grazie a tutti i collaboratori, che sono rimasti qui giorno e notte per arrivare all’apertura nei tempi previsti. Era un obiettivo sfidante, l’abbiamo centrato».

Ci si avvia verso il padiglione, l’architetto Giovanni Peressotti (responsabile dei lavori) spiega e dettaglia. Dall’ossatura di partenza ai particolari che hanno portato alla definizione dell’Os.Co.: pianificazione funzionale, pianificazione urbanistica, pianificazione reti tecniche e vincoli che hanno reso fondamentale la collaborazione con la soprintendenza. L’ultimo atto di giornata è la benedizione, impartita da monsignor Gian Carlo Perego. La Cittadella, nel suo insieme, è «un presidio per il territorio, con il territorio». Non più semplicemente un simbolo, semmai un centro pulsante. Assistenza e prevenzione. Che nelle intenzioni deve togliere pressione all’ospedale di Cona.

La struttura

Il nuovo Os.Co., quindi, è il risultato degli interventi di ristrutturazione di parte del padiglione 35 (primo e secondo piano) della Casa della comunità “Cittadella San Rocco” ed è stato finanziato con fondi Pnrr per quasi 3 milioni e 800mila euro. All’interno della Cittadella occupa uno spazio di quasi 450 metri quadrati. Al primo piano sono stati realizzati i locali per la riabilitazione, la palestra, ambulatorio, sala riunioni, d’attesa, spogliatoio e altri locali tecnici. Al secondo piano è situata la degenza che può accogliere fino a 20 pazienti: 8 stanze doppie e 4 singole, si aggiungono guardiola per infermieri, ambulatorio, cucinetta e locali tecnici. Si tratta di una struttura a gestione prevalentemente infermieristica con la presenza programmata dei medici di medicina generale (responsabili unici di assistenza primaria); l’assistenza è garantita da infermieri presenti continuativamente nelle 24 ore, coadiuvati da operatori socio-sanitari e altri professionisti secondo le necessità.

Gli ospedali di comunità sono strutture sanitarie intermedie, concepite come ponte tra i servizi territoriali e l’ospedale per tutte quelle persone che presentano condizioni tali da non richiedere interventi di tipo specialistico, ma che non sono ancora in condizioni di essere seguite direttamente al proprio domicilio. Sono pazienti fragili, prevalentemente con patologia cronica, provenienti dal domicilio o in dimissione da una struttura ospedaliera. La durata media dei ricoveri è di 20-30 giorni (e comunque non oltre le sei settimane) a seconda dei casi. 

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