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L’emergenza

Ferrara, nuova allerta arancione per il caldo. Siccità: il Cer è in pre-allarme

Ferrara, nuova allerta arancione per il caldo. Siccità: il Cer è in pre-allarme

Previste temperature intorno ai 38-39 gradi e non è finita

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Ferrara L’emergenza climatica toccherà oggi, 27 giugno, il suo nuovo picco nella Pianura Padana, con temperature attese intorno ai 38/39 gradi che hanno portato la Regione a emanare una nuova allerta meteo di colore arancione per temperature estreme. Le zone coinvolte sono la pianura e la bassa collina piacentina e parmense, la pianura reggiana, modenese, bolognese e ferrarese e la collina bolognese.

Non si escludono temporali sparsi, di breve durata, lungo i rilievi occidentali, con possibili effetti e danni associati. Vengono segnalate inoltre condizioni di disagio bioclimatico diffuse in pianura. La situazione potrebbe peggiorare ancora, dato che le previsioni per i prossimi giorni sono di intensificazione dei fenomeni.

Il caldo ha anche mandato in tilt anche l’impianto di climatizzazione di Palazzo Schifanoia, che rimarrà chiuso nel weekend.

I consigli

Le temperature elevate possono comportare conseguenze sulle condizioni di salute delle persone, in particolar modo quelle più vulnerabili, come gli anziani, i bambini molto piccoli o le persone con patologie. I consigli sono quelli di non uscire nelle ore più calde, dalle 12 alle 18, proteggersi dal calore del sole in casa con tende o persiane e mantenere il climatizzatore a 25-27 gradi. Nell’uso del ventilatore è consigliato non indirizzarlo direttamente sul corpo. Ancora, bere acqua e mangiare molta frutta, evitare alcolici e caffeina. Consumare pasti leggeri. È bene indossare abiti e cappelli leggeri e di colore chiaro all'aperto evitando le fibre sintetiche.

Rischio siccità

L’ondata di caldo sta aggravando la situazione idrica, con effetti pesanti sull’agricoltura servita dal Canale Emiliano Romagnolo (Cer). La situazione è definita di pre-allarme: all’impianto di presa del Palantone, a Bondeno, il Po registra una portata di appena 304 metri cubi al secondo, quasi dimezzata rispetto alla media di maggio (588 mc/s) e lontana dalla media storica del periodo (1.568 mc/s).

Secondo la direttrice generale del Cer, Raffaella Zucaro, senza precipitazioni significative il quadro è destinato a restare critico. Nonostante ciò, gli investimenti per l’ammodernamento dell’impianto consentono oggi alle quattro nuove pompe di operare fino a quote del fiume prossime ai due metri sul livello del mare, garantendo l’approvvigionamento anche in condizioni estreme. In caso di ulteriore peggioramento, il protocollo di emergenza prevede il coinvolgimento dei consorzi di bonifica, l’accumulo di risorse idriche nella rete, l’anticipo delle irrigazioni, l’attivazione di fonti alternative e, se necessario, il ricorso alle derivazioni dal Reno.

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